Un'Europa disunita lotterebbe anche per dividersi

Tutte le scelte più radicali richiedono un consenso che non esiste

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Un'Europa disunita lotterebbe anche per dividersi

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E' tempo che l'Ue riconsegni alcuni dei suoi poteri ad i paesi membri? Tale questione è divenuta di attualità non solo nel Regno Unito, dove il premier David Cameron ha proposto un referendum sulla partecipazione nell'organizzazione, ma in un numero crescente di paesi.
 
Analizzando l'ultimo contributo dell'ex economista del Fondo Monetario Internazionale oggi a Bruegel, Ashoda Mody,  -   “A Schuman compact for the euro area” - Munchau sul Financial Times affronta il dibattito. Mody parte dalla premessa che per salvare l'euro bisogna smettere di perdere tempo su un'unione fiscale o bancaria e puntare su una politica di ritorno di alcune competenze dall'Ue agli stati membri.  Del resto, il sistema attuale di sovranità condivisa sulla politica fiscale tra gli stati membri e le istituzioni europee si è dimostrato non funzionale, mentre un'unione politica completa con un'autorità fiscale e bancaria centrale semplicemente non è realizzabile politicamente. La migliore alternativa all'integrazione, conclude Mody. è il ritorno alle politiche nazionali.
 
Secondo Munchau, al contrario, la conclusione che un'unione politica non è realizzabile e che alcune competenze devono tornare ad i paesi membri non è una soluzione efficace. Sulla questione della crisi bancaria, in particolare, Mody supporta la proposta tedesca, che chiede un alleggerimento dell'alleanza sui supervisori nazionali, basati su una serie di regole e standard con rigorosi benchmark da rispettare. Per funzionare, la Germania stessa dovrebbe fornire il buon esempio e come prima cosa dovrebbe fondere il suo sistema assicurativo frammentato. Ma quest'opzione ha, secondo Munchau, più o meno le stesse possibilità che Mody assegna alla possibilità di un'unione politica completa.
 
Tutte le opzioni radicali – una dissoluzione della zona euro, un default o rimpatro delle competenze – richiederebbero secondo il Columnist del Financial Times un consenso che al momento non esiste. Non sono pronto ad abbandonare l'idea di un'unione politica: la storia dell'Ue ha mostrato che l'integrazione possa procedere con una lentezza irritante, ma quando è necessario accelera. Allentare il coordinamento è stato provato, ma non ha funzionato: la ragione è che la sovranità comporta la libertà dei popoli e dei governi di non considerare quello che le generazioni precedenti hanno inserito nei "compacts". 
 
Il patto di stabilità e la crisi attuale, conclude Munchau, insegnano che senza un'autorità centrale con la prerogativa di imporre economie politiche, un'unione monetaria non può essere stabile. Le persone possono divergere su come quel centro debba essere o sugli obiettivi da perseguire; ma non è ragionevole pensare che il ritorno allo status quo possa essere una soluzione dei problemi.    

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