"Tigre di carta": il duro monito dell'Iran all'Unione Europea sulle nuove sanzioni

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L'ambasciata iraniana in Austria ha avvertito l'UE che le sue minacce di sanzioni "non intimoriranno mai l'Iran" e ha chiesto che vengano prese in considerazione le conseguenze di tali misure.

In un messaggio pubblicato lunedì sui social media, l'ambasciata iraniana in Austria ha messo in guardia l'Unione Europea (UE) sulle conseguenze delle sue minacce, in risposta alle recenti dichiarazioni del blocco europeo riguardanti una possibile estensione delle sanzioni contro Teheran nel contesto delle tensioni legate allo Stretto di Hormuz.

Nella sua dichiarazione, l'ambasciata iraniana ha sottolineato che le minacce e le tattiche di pressione non cambieranno la posizione dell'Iran e ha avvertito che a qualsiasi misura ostile corrisponderà una risposta adeguata.

In questo contesto, la missione diplomatica iraniana ha ricordato l'esito del recente confronto regionale e ha affermato che "l'Iran è uscito vittorioso e fiero da una guerra di aggressione imposta da due entità notoriamente malevole e criminali: gli Stati Uniti e il regime israeliano. Quindi, sia chiaro: le minacce di una tigre di carta non ci spaventeranno mai".

La dichiarazione è giunta dopo i commenti dell'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri, Kaja Kallas, che ha criticato le azioni attribuite all'Iran nello Stretto di Hormuz e ha annunciato l'intenzione del blocco di ampliare il proprio regime di sanzioni.

Teheran ha collegato queste tensioni alle azioni militari e alle misure di pressione economica precedentemente attuate dagli Stati Uniti e da Israele nella regione, respingendo al contempo le accuse relative allo stretto strategico e sostenendo che le sue decisioni rispondono a un contesto di sicurezza regionale.

Le misure adottate dall'Iran per chiudere di fatto lo Stretto di Hormuz agli aggressori e ai loro alleati sono state prese dopo che una coalizione militare statunitense-israeliana ha lanciato una guerra di aggressione non provocata contro la Repubblica islamica il 28 febbraio, e sono state intensificate dopo che gli Stati Uniti hanno imposto un blocco navale a navi e porti nell'Iran meridionale.

La risposta dell'Iran all'aggressione israelo-americana ha incluso anche il lancio di diverse ondate di missili e droni contro basi militari statunitensi nella regione e obiettivi israeliani nei territori occupati.

Le autorità iraniane hanno avvertito che qualsiasi ulteriore escalation militare da parte di Washington o dei suoi alleati provocherà una risposta di portata e entità imprevedibili.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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