È tempo di una nuova legge sul controllo delle armi

La strage di Aurora fornisce a Zakaria uno spunto di riflessione sul tema delle armi

1344
È tempo di una nuova legge sul controllo delle armi

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Il recente intervento di Zakaria su Global Public Square prende le mosse dalla strage avvenuta dieci giorni fa ad Aurora, in Colorado. Durante la prima di un film, il presunto colpevole, James Holmes ha aperto il fuoco contro gli spettatori, uccidendone 12 e ferendone 58. L’episodio ha subito aperto un acceso dibattito sul diritto di possedere armi, garantito dal Secondo Emendamento della Costituzione Americana, e sulle leggi che disciplinano tale possesso.
Diverse analisi dell’accaduto, ci riporta Zakaria, tendono a rintracciare la causa di questo gesto folle nella psicologia dell’omicida, nella devianza del suo comportamento. Un’analisi non condivisa dall’autore che, dati alla mano, rivela come gli Stati Uniti siano il Paese che possiede, in media, più armi ogni 100 persone: ben 70 armi leggere per 100 persone. Al secondo posto lo Yemen con 54, e Paesi come Iraq e Serbia risultano notevolmente staccati in questa infelice graduatoria.
A conti fatti, continua il giornalista, gli Stati Uniti possiedono il 5% della popolazione mondiale e ben il 50% delle armi in circolazione. E, cosa peggiore, non si tratta di una statistica isolata. Negli Stati Uniti  infatti, si registrano circa tre omicidi compiuti con arma da fuoco ogni 100mila persone. Quattro volte più della Svizzera, dieci volte più dell’India e 20 volte più di Inghilterra e Australia.
A prescindere da quale sia l’opinione personale sul diritto di possedere armi e sul controllo di queste, si tratta di dati certamente non lusinghieri per l’America, afferma Zakaria. E l’esistenza di una correlazione tra restrizioni più severe sul controllo delle armi e un minor numero di decessi per arma da fuoco è alla portata di tutti.
Contrariamente, poi, all’opinione degli stessi americani che ritengono il proprio Paese sempre più violento, recenti statistiche dimostrano come la percentuale di crimini violenti sia diminuita del 20%, le aggressioni del 22%, i furti d’auto del 42% e gli omicidi del 13%. Le pistole rappresentano però un’eccezione. Il tasso di omicidi causati da arma da fuoco non è infatti migliorato, rimanendo sui livelli del 2000. Nel frattempo, le lesioni non mortali da arma da fuoco sono addirittura aumentate del 20%, mentre le leggi sono diventate più permissive e il reperimento di armi automatiche più semplice.
Ogni persona ha diritto ad avere una propria opinione sul tema, ma ridurre tutto ad una questione di psicologia equivale a non affrontare il problema, ci dice l’autore. Sfortunatamente, c’è poco da fare per modificare la psicologia tormentata di persone come James Holmes. Quello che occorre invece fare, conclude Zakaria, è rivedere le leggi sul controllo delle armi.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti