Romney: cosa vuoi fare su ambiente ed energia?

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Thomas Friedman in G(reen).O.P., sostiene che a breve Mitt Romney dovrà convincere gli elettori indipendenti ed indecisi con scelte coraggiose su tre questioni principali: energia, conservazione ed ambiente. E per farlo dovrà sfidare la base del partito repubblicano. Durante le primarie, Romney non si è mai discostato dai valori e dai principi della destra estrema, che sostiene che proteggere l'ambiente danneggia l'occupazione e che il conservatorismo e la conservazione non possono mai legarsi. In campagna elettorale in una cittadina mineraria del Colorado la scorsa settimana, il candidato presidenziale repubblicano ha nuovamente criticato l'approccio “green economy” di Obama, arringando una folla di disoccupati con il motto “Coal = Jobs.”
Secondo Friedman l'ossessione per il carbone ed il petrolio da parte del partito repubblicano è  sbagliata per tre motivi: in primo luogo, vi è una posizione di destra molto più intelligente sull'ambiente, che si batte per un mix di energia “americana, diversificata e pulita”, privilegiando tutte le fonti energetiche pulite — gas naturale, vento, sole, nucleare, biocarburanti — ma solo se prodotte in America: in questo modo diversità significa aria più pulita e maggiore occupazione. In secondo luogo, carbone e petrolio contraddicono la lunga tradizione ambientalista repubblicana: Teddy Roosevelt, fondatore di molti parchi nazionali, Richard Nixon, ideatore del Clean Air Act e del Environmental Protection Agency, Ronald Reagan, patrocinatore del Protocollo di Montreal per proteggere il buco dell'ozono, sono solo alcuni esempi della storia ecologista del partito. La nuova leadership dell'elefantino pensa davvero di poter attrarre i nuovi elettori idealisti con il motto “Coal = Jobs”? Infine, l'idea che la conservazione dell'ambiente danneggi l'occupazione è contraria all'evoluzione intercorsa recentemente, quando dal proteggere la natura come scopo nobile in sè e per sè, la missione è divenuta quella di custodire le “infrastrutture naturali”, in grado di fornire lavoro, cibo e sicurezza.  Il gruppo Conservation International, fondato 25 anni fa per conservare la biodiversità nei più grandi ecosistemi mondiali, dimostra il cambiamento in atto. Il suo fondatore Peter Seligmann sostiene che “nonostante i nostri sforzi, le estinzioni stanno aumentando, la pesca sta collassando ed il clima cambiando. Siamo stati costretti a cambiare la nostra missione: dal proteggere solo la biodiversità, siamo passati a supportare la salute dell'uomo nel restaurare e mantenere gli ecosistemi, che forniscono servizi all'umanità”. La “conservazione” ha assunto quindi tutt'altro significato, legato sempre più al concetto che le infrastrutture naturali se protette non solo sono in grado di assicurare cibo ed acqua, ma anche lavoro e sicurezza. 
A questo punto i repubblicani devono decidere se interrompere una tradizione ambientalista, allineando il partito al sostegno delle potente lobbies di carbone e petrolio, fonti energetiche più inquinanti ma convenienti, oppure riallinearsi allo spirito tradizionale di Teddy Roosevelt e proteggere le risorse naturali del paese, impegnandosi ad un mix più pulito ed efficiente. A te la scelta, Governatore Romney.

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