Quello che c’è da sapere sulla Siria

La misteriosa galassia dei ribelli siriani

1000
Quello che c’è da sapere sulla Siria

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

L’intervento di Fareed Zakaria sul blog della CNN, Global Public Square, prende spunto dal recente attentato a Damasco nel quale sono rimasti vittima il Ministro della Difesa, Generale Dawood Rajha, e il capo dei Servizi Segreti Militari e vice Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, nonché cognato di Assad, Asif Shawkat. 
La morte del Ministro della Difesa, sostiene Zakaria, è un segnale di come l’azione dei gruppi ribelli si stia rafforzando, parallelamente ad un indebolimento del regime di Assad. Allo stesso modo, precisa Zakaria, è fondamentale ammettere che sappiamo ben poco di quello che realmente sta succedendo in Siria. Benché l’aspetto emotivo ci induca a parteggiare per il popolo siriano e il Free Syrian Army, nella speranza che questo attentato sottolinei la loro crescita e la loro efficacia, la realtà dei fatti è che conosciamo ben poco delle reali circostanze dell’attacco. “L’uso di attentati kamikaze è, ad esempio, sinonimo di un maggior coinvolgimento di jihadisti islamici negli affari siriani?” si interroga Zakaria. Allo stesso modo, continua il giornalista, le notizie dei massacri, come quello recente di Tremsa, ci inducono a pensare che siano stati compiuti dalle truppe regolari nel peggiore dei modi possibili. La maggior parte delle volte è un’impressione avvalorata dai fatti, in altri, come nel caso dell’ultimo massacro, la versione del regime è molto verosimile. Il punto però non è la veridicità o meno delle versioni fornite da un regime che ha sistematicamente e brutalmente usato violenza contro la popolazione, bensì quanto poco sappiamo sui ribelli. Nulla sappiamo della loro organizzazione così come nulla sappiamo delle loro agende politiche. Non conosciamo il loro numero né la loro reale efficacia. Questi gruppi tuttora non controllano nessuna parte della Siria, aggiunge Zakaria, e non sono riusciti a mantenere il controllo di una città se non per un giorno. A differenza dei ribelli libici in grado di controllare più di un terzo del Paese e prendere il controllo di Bengasi, i ribelli siriani lanciano attacchi, anche efficaci come si è visto, tengono impegnato l’Esercito regolare, ma in definitiva non riescono a difendere il territorio. Sicuramente la geografia della Libia consentiva ai ribelli una circolazione differente o forse l’Esercito siriano è molto più potente ed armato, cerca di spiegare Zakaria.
Il primo passo per capire cosa fare o anche solo per comunicare quello che accade è la comprensione di quello che avviene sul campo. Occorre, sottolinea Zakaria, dare risposta ad una serie di interrogativi che ci aiutino ad avere un quadro più preciso della situazione. Occorrono buone informazioni, ribadisce. Un’azione o un’analisi efficace non può infatti prescindere dal sapere se l’opposizione segue una strategia unica o se è scissa in più sottogruppi, definiti a loro volta sulla base di logiche settarie. E ancora, chi sono i leader di questi gruppi e se il Consiglio Nazionale Siriano, riconosciuto dalla Comunità Internazionale quale interlocutore ufficiale delle opposizioni, ha una qualunque influenza su queste formazioni.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti