"Pro life": i repubblicani si appropriano di un termine non loro

La campagna anti aborto dei repubblicani rende pericolosa una vittoria di Romney

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"Pro life": i repubblicani si appropriano di un termine non loro

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Riprendendo le dichiarazioni dell'esponente del Tea Party e candidato repubblicano al Senato, Richard Mourdock - secondo cui l'aborto è moralmente sbagliato anche nel caso di uno stupro perché “comunque dono di Dio” -  del rappresentante repubblicano dell'Illinois, Joe Walsh -  l'aborto è intollerabile anche se è in pericolo la vita della madre -  ed, infine, del rappresentante repubblicano in Missouri, Todd Akin - che ha addirittura sostenuto come l'ingravidamento da “vero stupro” è molto raro perché le donne hanno le capacità per interrompere l'atto -  Thomas Friedman in Why I am pro life sottolinea come queste posizioni hanno non solo lo scopo di mandare un segnale alla base moderata del partito di Romney, ma acquistare consenso sull'opinione pubblica americana. 
La grande maggioranza del paese è d'accordo nel ritenere rispettabili sia le scelte di coloro che decidono di opporsi all'aborto per ragioni di filosofia o religione, sia di quelle donne che per differenti ragioni personali scelgono una tale via. Ma una eventuale vittoria di Mitt Romney potrebbe incidere profondamente sulle credenze popolari. Per questo, sostiene Friedman, coloro che vogliono proteggere il corpo delle donne e le garanzie legali di una loro libera scelta dovrebbero protestare apertamente contro il nome che i repubblicani hanno scelto per ribattezzare la loro campagna: “pro-life”. Come si fa a sostenersi “pro-life”, prosegue il Columnist del NYT nella sua analisi, ed essere contro una riduzione del possesso delle armi nella popolazione, a favore dell'eliminazione dell'Environmental Protection Agency - che assicura aria ed acqua pulita, preserva la biodiversità e combatte il cambiamento climatico – o ancora opporsi al programma Head Start - che fornisce educazione di base, salute e nutrizione ai bambini più svantaggiati. Al massimo si può parlare di “pro-conception-to-birth, indifferent-to-life conservative.”
“Pro-life” per Friedman significa “rispetto della santità della vita”. E non c'è modo diverso di farlo se non focalizzarsi solamente nel momento precedente al concepimento. E per il resto della vita? Il rispetto della sua santità deve includere come la vita viene protetta e rafforzata per tutto il suo corso. A tal proposito, secondo Friedman, il politico maggiormente impegnato in una concezione “pro-life” del suo programma d'azione è il sindaco di New York, Michael Bloomberg: mentre supporta il diritto delle donne di scegliere o meno il concepimento, ha anche promosso una serie di politiche atte a migliorare la qualità della vita dei suoi concittadini — divieto di fumare nei parchi delle città, di vendere nei ristoranti le bibite gigante, divieto di vendita di armi d'assalto ed in generale un maggior controllo della vendita delle armi, supporto all'educazione infantile ed alle battaglie climatiche. Questo è quello che si deve intendere per “pro-life”.

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