Pezeshkian a Macron: "L'AIEA discrimina l'Iran"

Accuse a Grossi: "Rapporti falsi e silenzio sugli attacchi a nostre centrali"

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Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha lanciato un duro atto d'accusa contro l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), denunciando un trattamento discriminatorio nei confronti della Repubblica Islamica. La critica è stata espressa durante una telefonata domenicale con il collega francese Emmanuel Macron, nel primo contatto ufficiale tra i due leader.

Pezeshkian ha accusato senza mezzi termini il direttore generale dell'AIEA, Rafael Grossi, di produrre rapporti "non corretti" sulle attività nucleari iraniane e di mantenere un "silenzio complice" di fronte agli attacchi militari statunitensi e israeliani contro le installazioni nucleari del Paese. Secondo Teheran, la recente decisione di sospendere la cooperazione con l'agenzia di Vienna rappresenta una risposta inevitabile a quelle che vengono definite condotte "distruttive e ingiustificabili" da parte dell'organismo di controllo.

Il presidente francese ha manifestato a sua volta preoccupazione per l'interruzione della collaborazione tecnica, sollecitando un ripensamento. Pezeshkian ha però ribattuto con fermezza, sostenendo che l'AIEA abbia sistematicamente violato il principio di imparzialità sancito dal suo mandato, applicando un "doppio standard" a vantaggio di Israele. Con tono polemico, il leader iraniano ha ricordato che lo Stato ebraico non è parte del Tratato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) e ha ripetutamente violato le norme internazionali, chiedendosi come possa tuttavia essere considerato un "punto di riferimento" nelle valutazioni dell'Agenzia.

"Questo doppio standard ha creato numerosi problemi per la sicurezza regionale e globale", ha affermato Pezeshkian nel colloquio, sottolineando di aspettarsi che l'AIEA "rispetti i diritti di tutti i Paesi, eviti discriminazioni e difenda equamente i diritti degli Stati membri". Il presidente ha inoltre sollevato un cruciale nodo di sicurezza: anche se Teheran dovesse riprendere la cooperazione, nessuno garantirebbe l'incolumità delle sue strutture nucleari da futuri attacchi militari, minando alla radice la logica stessa della collaborazione.

Nonostante le aspre critiche, Pezeshkian ha ribadito l'impegno iraniano per la via diplomatica e il dialogo come strumenti per risolvere le controversie, scongiurare conflitti e promuovere stabilità. Un appello finale è stato rivolto alla comunità internazionale e ai suoi organismi affinché adempiano alle proprie responsabilità e operino concretamente per indirizzare il mondo verso la pace. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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