Pezeshkian a Macron: "L'AIEA discrimina l'Iran"

Accuse a Grossi: "Rapporti falsi e silenzio sugli attacchi a nostre centrali"

918
Pezeshkian a Macron: "L'AIEA discrimina l'Iran"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha lanciato un duro atto d'accusa contro l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), denunciando un trattamento discriminatorio nei confronti della Repubblica Islamica. La critica è stata espressa durante una telefonata domenicale con il collega francese Emmanuel Macron, nel primo contatto ufficiale tra i due leader.

Pezeshkian ha accusato senza mezzi termini il direttore generale dell'AIEA, Rafael Grossi, di produrre rapporti "non corretti" sulle attività nucleari iraniane e di mantenere un "silenzio complice" di fronte agli attacchi militari statunitensi e israeliani contro le installazioni nucleari del Paese. Secondo Teheran, la recente decisione di sospendere la cooperazione con l'agenzia di Vienna rappresenta una risposta inevitabile a quelle che vengono definite condotte "distruttive e ingiustificabili" da parte dell'organismo di controllo.

Il presidente francese ha manifestato a sua volta preoccupazione per l'interruzione della collaborazione tecnica, sollecitando un ripensamento. Pezeshkian ha però ribattuto con fermezza, sostenendo che l'AIEA abbia sistematicamente violato il principio di imparzialità sancito dal suo mandato, applicando un "doppio standard" a vantaggio di Israele. Con tono polemico, il leader iraniano ha ricordato che lo Stato ebraico non è parte del Tratato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) e ha ripetutamente violato le norme internazionali, chiedendosi come possa tuttavia essere considerato un "punto di riferimento" nelle valutazioni dell'Agenzia.

"Questo doppio standard ha creato numerosi problemi per la sicurezza regionale e globale", ha affermato Pezeshkian nel colloquio, sottolineando di aspettarsi che l'AIEA "rispetti i diritti di tutti i Paesi, eviti discriminazioni e difenda equamente i diritti degli Stati membri". Il presidente ha inoltre sollevato un cruciale nodo di sicurezza: anche se Teheran dovesse riprendere la cooperazione, nessuno garantirebbe l'incolumità delle sue strutture nucleari da futuri attacchi militari, minando alla radice la logica stessa della collaborazione.

Nonostante le aspre critiche, Pezeshkian ha ribadito l'impegno iraniano per la via diplomatica e il dialogo come strumenti per risolvere le controversie, scongiurare conflitti e promuovere stabilità. Un appello finale è stato rivolto alla comunità internazionale e ai suoi organismi affinché adempiano alle proprie responsabilità e operino concretamente per indirizzare il mondo verso la pace. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il bluff di Trump a Hormuz. Intervista a Pino Arlacchi (VIDEO) di Loretta Napoleoni Il bluff di Trump a Hormuz. Intervista a Pino Arlacchi (VIDEO)

Il bluff di Trump a Hormuz. Intervista a Pino Arlacchi (VIDEO)

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica di Giuseppe Masala L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Venezuela, la lezione d'aprile di Geraldina Colotti Venezuela, la lezione d'aprile

Venezuela, la lezione d'aprile

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Gli Stati più odiati di Giuseppe Giannini Gli Stati più odiati

Gli Stati più odiati

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti