Offensiva di terra a Gaza. Conviene ad Israele?

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Offensiva di terra a Gaza. Conviene ad Israele?

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Era stata prevista nel corso della giornata di ieri, annunciata, sembrava essere imminente con pesanti bombardamenti, invece, l'esercito israeliano ha smentito che era in atto un'invasione di terra della Striscia di Gaza.

La difesa israeliana nella sua smentita ha parlato di "errore di comunicazione".

O Tel Aviv ha voluto creare una situazione di panico nei gruppi palestinesi e testarne la preparazione, oppure, è stata scelta la strada della prudenza.

Israele, nonostante il suo armamento, una potente flotta di jet da combattimento, pur sapendo bene che le guerre con la sola aviazione non si vincono, cerca di evitare uno scontro terrestre che si potrebbe tradurre in scontri casa per casa, per non dire corpo a corpo con i palestinesi, i quali sembrano ben più preparati ad uno scenario del genere.

Non a caso, ieri, Abu Hamza, portavoce delle Brigate Al-Quds, il braccio armato della Jihad islamica ha lanciato un avvertimento a Israele: “Diciamo al nemico che se sta pensando a una battaglia terrestre, questa è la via più breve per noi per ottenere una vittoria sicura. Vi mostreremo come implementiamo le nostre esercitazioni militari di terra."

Inoltre, pur ricordando che gli attacchi dei nemici sionisti non cambieranno mai la strategia della Resistenza, ha sottolineato che la Palestina rimane forte, nonostante le innumerevoli offensive aeree del regime sionista e la scia di distruzione lasciata dalle aggressioni israeliane, ribadendo: "i soldati israeliani non avranno altro destino che la morte o la cattura."

Qualcuno potrebbe definirla come una dichiarazione propagandistica per tenere alto il morale, ma anni di Resistenza, i legami e gli addestramenti con Hezbollah, i quali hanno dimostrato di essere maestri nei combattimenti urbani( vedi conflitto in Siria) non solo fanno presagire che non siano affermazioni di circostanza ma, soprattutto, che Israele teme un confronto diretto con la Resistenza.

Perdite di uomini in guerra sarebbe non solo una sconfitta dura da digerire per Israele.

Infatti, andrebbero totalmente in contrasto con la creazione di questa nuova ondata di aggressioni, ovvero coprire la profonda crisi e stallo politico che vive attualmente Israele, dovendo invece affrontare il malcontento dell'opinione pubblica.

Dopo aver fallito in Siria, nello Yemen, un'offensiva disastrosa a Gaza significherebbe anche un altro fallimento per i piani egemonici degli USA.

Sarebbe una gran bella notizia per il bene dell'umanità, però i colpi di coda dell'Impero sono sempre pericolosi.

Francesco Guadagni

Francesco Guadagni

 

Nato nell'anno di grazia 1979. Capolavoro e mancato. Metà osco, metà vesuviano. Marxista fumolentista. S.S.C.Napoli la mia malattia. Pochi pregi, tanti difetti, fra i quali: Laurea in Lettere Moderne, Iscrizione all'Albo giornalisti pubblicisti della Campania dal 2010. Per molti anni mi sono occupato di relazioni sindacali, coprendo le vertenze di aziende multinazionali quali Fiat e di Leonardo Finmeccanica. Impegno di militanza politica, divenata passione, è il Medio Oriente. Per LAD Gruppo Editoriale ho pubblicato il libro 'Passione Pasolini - Un Viaggio con David Grieco', prefazione di Paolo Desogus. 

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