Obiettivi civili e escalation in Donbass

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Obiettivi civili e escalation in Donbass

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Stando alle informazioni che arrivano dal fronte ucraino, sembra che quello che molti temevano stia accadendo.

Le forze armate ucraine, essendo oramai in una posizione estremamente difficile nelle ultime roccaforti rimaste nelle loro mani nel Donbass, stanno lanciando un attacco intensivo sugli obiettivi civili di Donetsk.
 
Incidentalmente l'artiglieria qui utilizzata è in gran parte quella inviata dai paesi europei.
 
Sono stati colpiti condomini, chiese, ospedali. Il numero dei morti sta salendo rapidamente.
 
Questo atto, privo di significato militare e, probabilmente, frutto di una frustrazione arrivata vicina alla disperazione, costringerà la Russia ad una reazione pesante, perché dopo aver "messo in salvo" le aree civili delle due repubbliche secessioniste, semplicemente non possono permettersi di far pagare di nuovo un prezzo durissimo a quei civili che sarebbero stati "salvati" dall'intervento russo (e questa è l'intera ratio ufficiale dell'intervento).
 
Dev'essere chiaro che la risposta russa può essere terrificante senza utilizzare ordigni nucleari. (Le guerre moderne sono come trattative a colpi di armi: si decide cosa usare e come usare di volta in volta, a seconda del segnale che si vuole lanciare).
 
Questo tipo di dinamica è precisamente quella che era maggiormente da temere nel momento in cui si è deciso di rinforzare sul piano degli armamenti la controparte ucraina, e, lungi dal rappresentare un aiuto per gli ucraini, potrebbe rappresentare per essi un disastro di proporzioni finora inedite.
 
Speriamo di no, ma l'escalation può essere ad un punto di svolta.

Andrea Zhok

Andrea Zhok

Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

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