Nuovi governi, nuovi rischi di scontro

Errori e fraintendimenti metteranno le nuove amministrazioni di Washington e Pechino in una posizione pericolosa

1318
Nuovi governi, nuovi rischi di scontro

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Nel sottolinearne i contrasti di forma, Gideon Rachman in China and the Us navigate in risky waters mette in parallelo il 18° Congresso del partito comunista in Cina e le elezioni presidenziali americane per concludere che i prossimi leader di Washington e Pechino saranno determinati ad evitare il conflitto, ma i rischi ed i pericoli di fraintendimenti stanno pericolosamente aumentando. Obama lascerà la Casa Bianca a ridosso del previsto sorpasso dell'economia cinese ed il gap ristretto tra i due paesi sta già creando tensioni crescenti, con una Cina impegnata in una politica estera sempre più aggressiva e l'America che sta aumentando la sua presenza nel continente asiatico.
I possibili sviluppi del conflitto tra Cina e Giappone per alcuni isolotti disabitati nel Mar cinese meridionale crea al momento i maggiori allarmi. Impegnati per trattato a garantire la sicurezza del Giappone, gli Stati Uniti sono direttamente coinvolti nella crisi ed hanno recentemente inviato quattro ex ufficiali dell'esercito a Pechino per spiegarlo chiaramente. La scorsa settimana, inoltre, 44,000 militari americani e giapponesi hanno tenuto esercitazioni militari congiunte nell'area a dimostrazione della situazione allarmante.
L'approccio di politica estera scelto da Deng Xiaoping - evitare conflitti per concentrarsi sullo sviluppo economico - ha assicurato alla Cina un trentennio di rapida crescita, senza l'opposizione internazionale. Negli ultimi due anni, tuttavia, lo scenario è cambiato: molti stati limitrofi – inclusi India, Vietnam e le Filippine, oltre chiaramente al Giappone – sono divenuti sempre più allarmati dall'approccio sempre più aggressivo di Pechino su vecchie dispute territoriali. Secondo alcuni analisti, i nuovi toni di Pechino sono il frutto di un peso specifico sempre maggiore che l'esercito sta assumendo alla spese dei tecnocrati dell'economia e dei diplomatici. Al Congresso del partito giovedì scorso, Hu Jintao, ha esplicitamente invitato il paese a divenire una potenza militare. Ma questo, sottolinea Rachman, già sta accadendo: la Cina ha appena dispiegato la sua prima porta aerei e conta di svilupparne molte altre; e sta sviluppando una capacità missilistica e satellitare in grado di minacciare direttamente le postazioni americane nel Pacifico.
 Il grande punto di domanda ora è se la nuova generazione di leader cinesi, guidati da Xi Jinping, aumenteranno questi sforzi per una politica estera ancora più assertiva. La risposta, secondo l'analista del FT, è positiva e nasce da un fraintendimento: la grande crescita economica cinese viene da loro percepita con i problemi americani in Iraq e Afghanistan, oltre alla crisi finanziaria del 2008, con il rischio di sovrastimare la forza cinese e sottostimare quella americana.  
Sfortunatamente non solo la Cina, ma anche gli Usa ed il Giappone sono capaci di fraintendimenti ed errori. Il comportamento nipponico criminale negli anni '30 e '40 rimane un drammatico esempio storico e ancora oggi nel paese ci sono voci nazionaliste che vogliono spingersi fino al conflitto armato con la Cina. Per quel che riguarda gli Usa, l'amministrazione Obama non ha fatto abbastanza per far comprendere che la politica di “pivot to Asia” non sia una strategia per bloccare la crescita di Pechino. In questo modo si corre il rischio di rendere gli Usa ostaggio delle dispute territoriali degli alleati asiatici e aumentare pericolosamente le tensioni con la Cina. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti