Non serve il Nostradamus dell'economia

Il modello classico IS-LM si è rivelato il migliore a prevedere la crisi in atto

1678
Non serve il Nostradamus dell'economia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Riprendendo le recenti dichiarazioni dell'economista Noah Smith sul numero crescente di economisti che si vantano oggi di aver “predetto la crisi”  senza però specificare cosa – la bolla immobiliare, la caduta di Lehman Brothers o la lentezza della ripresa – Paul Krugman in Non prophet economics, uno dei suoi ultimi post sul suo blog per il New York Times, sottolinea come sarebbe importante nella teoria economica poter giudicare i modelli e non gli individui. Ovviamente c'è bisogno di persone che sappiano interpretare questi modelli, ma l'obiettivo deve essere la ricerca di una struttura economica corretta, non il nuovo Nostradamus. Inoltre, prosegue nell'analisi il premio Nobel, si dovrebbero valutare i modelli sulla performance tendenziale e non su singoli eventi: se l'approccio prevedeva, ad esempio, il collasso immobiliare ma anche l'inflazione per la politica monetaria espansiva sulla Fed deve essere giudicato come un approccio che funziona. 
E' importante comprendere inoltre che l'obiettivo di ricerca deve essere di previsioni condizionali – quello che accade dati gli eventi che sono parti del modello – non assolute. Era, ad esempio, difficile nell'inverno del 2011 sapere come la Bce di Mario Draghi avrebbe risposto alla crisi della zona euro ed era difficile pensare che avrebbe iniziato ad acquistare i titoli del debito pubblico dei paesi maggiormente indebitati. Ma non è un fallimento del modello.
Secondo Krugman il modello classico della politica macro-economica – IS-LM – ha previsto molto bene le recenti accadimenti: non ha predetto la bolla immobiliare e la profonda recessione conseguente, come gli altri modelli. Ma ha previsto che un volta vicino allo zero, i paesi avrebbero accumulati grandi deficit senza poter utilizzare la leva dei tassi d'interesse; che le Banche centrali possano aumentare drasticamente la base monetaria senza inflazione in questa situazione; che le politiche fiscale in contrazione avrebbero prodotto spirali recessive.
Ammettendo alcuni errori nel recente passato proprio per essersi discostatosi dal suo modello di riferimento - in particolare l'annuncio di una crisi fiscale imminente nel 2003, senza comprendere che, al contrario dell'Argentina, gli Stati Uniti non erano vulnerabili perché potevano acquistare ancora nella loro moneta – Krugman conclude che per il bene del dibattito politico futuro è il modello che deve essere giudicato, non le singole persone.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti