Niente sanzioni al ministro Ben-Gvir: il doppio standard dell'UE che divide l'Europa

3167
Niente sanzioni al ministro Ben-Gvir: il doppio standard dell'UE che divide l'Europa

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Mentre la macchina sanzionatoria dell'Unione Europea si muove con implacabile rapidità e unanimità quando si tratta di colpire nazioni non allineate all'Occidente — come Russia, Iran o Bielorussia —, i meccanismi diplomatici di Bruxelles sembrano congelarsi di fronte alle violazioni dei diritti umani commesse dai propri storici alleati. Il caso del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir mette a nudo l'ennesimo doppio standard geopolitico dell'UE: la fermezza intransigente applicata a Mosca o Teheran si trasforma in un labirinto di veti e indecisioni quando la condanna dovrebbe colpire esponenti del governo israeliano, minando la credibilità dell'Unione come attore neutrale sulla scena internazionale.

A tal l proposito, L'Alta rappresentante per la politica estera dell'UE, Kaja Kallas, ha riferito che all'interno del blocco comunitario manca la coesione necessaria per colpire con sanzioni il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, l'esponente di estrema destra Itamar Ben-Gvir, malgrado le insistenze di diverse cancellerie europee.

"Numerosi Paesi membri hanno caldeggiato l'adozione di misure restrittive contro il ministro Ben-Gvir, ma nel vertice odierno non è stato possibile raggiungere un accordo unanime", ha spiegato Kallas a margine del consiglio dei ministri degli Esteri europei svoltosi a Lussemburgo.

La pressione per inserire il ministro nella lista nera europea è aumentata sensibilmente dopo la diffusione, il mese scorso, di un filmato in cui Ben-Gvir ironizzava sugli attivisti umanitari immobilizzati e catturati dai militari israeliani a bordo di una flottiglia diretta a Gaza. In reazione all'episodio, la Francia ha stabilito il divieto d'ingresso sul proprio territorio per l'esponente politico, esortando contestualmente l'Unione a varare sanzioni collettive.

Tuttavia, i provvedimenti sanzionatori dell'UE richiedono il voto favorevole di tutti e 27 gli Stati membri, e le nazioni tradizionalmente più vicine a Tel Aviv hanno bloccato il progetto.

Sul fronte economico, Kallas ha comunque annunciato che l'Unione prenderà in esame diverse strategie per limitare i rapporti commerciali legati alle colonie israeliane, accogliendo le istanze sollevate da alcuni governi:

"In merito all'interscambio commerciale con gli insediamenti illegali, diversi Stati membri hanno sollecitato un intervento della Commissione Europea", ha precisato.

La diplomatica ha poi aggiunto che darà mandato all'organo esecutivo dell'UE di elaborare "un ventaglio di opzioni per potenziali restrizioni commerciali", che verranno discusse nel prossimo summit dei ministri degli Esteri a luglio.

Israele mantiene il controllo della Cisgiordania dal 1967 e, da quel momento, lo sviluppo degli insediamenti ha rappresentato un punto fermo nell'agenda dei vari governi israeliani. Questa dinamica ha però registrato un'impennata sotto l'attuale esecutivo di coalizione guidato da Benjamin Netanyahu. Escludendo l'area di Gerusalemme Est, sono oltre 500.000 i coloni israeliani che risiedono in questi territori — considerati illegali dal diritto internazionale —, a fronte di una popolazione di circa tre milioni di palestinesi.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa di Alessandro Bartoloni La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La guerra culturale degli Usa contro l'Europa

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso di Giuseppe Giannini Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti