"Non siete benvenuti": l'Asia si mobilita contro i soldati israeliani

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Secondo quanto riportato dall'agenzia Anadolu il 16 settembre, i residenti di diversi Paesi del Sud e del Sud-Est asiatico si stanno opponendo con decisione alla presenza di soldati e veterani israeliani in vacanza. Per contestare l'ospitalità a membri di un esercito accusato di genocidio contro i palestinesi a Gaza, le comunità locali stanno ricorrendo a scontri, proteste di piazza e azioni legali.

La reazione negativa è diffusa in Indonesia, Filippine, India e Thailandia, mete storicamente predilette dai soldati israeliani che, terminato il servizio militare, utilizzano la liquidazione per intraprendere lunghi viaggi all'estero nell'ambito del rituale post-leva noto come Tiul Gadol.

In Thailandia, il Primo Ministro Anutin Charnvirakul ha ordinato questo mese l'espulsione di un cittadino israeliano colpevole di aver minacciato il proprietario di uno zoo che aveva esposto una bandiera palestinese. L'uomo è il primo straniero a essere espulso in base alle nuove normative locali sulla deportazione. Nel frattempo, centinaia di persone si sono radunate davanti all'ambasciata israeliana a Bangkok, accusando i turisti di violare le leggi locali, turbare l'ordine pubblico e mancare di rispetto alle tradizioni del Paese. Nonostante le proteste, i flussi turistici dall'Israele continuano a crescere: secondo il Ministero del Turismo e dello Sport thailandese, tra gennaio e agosto si sono registrati oltre 277.000 arrivi, con un incremento di circa il 7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Tensioni analoghe si registrano in Indonesia. A Bali, Samir Shafiq, proprietario di una palestra, ha dichiarato all'agenzia Anadolu di aver allontanato tre turisti israeliani a metà agosto dopo una discussione sfociata in insulti verso un dipendente indonesiano, durante la quale uno dei turisti aveva confermato di aver militato nell'esercito. "Non mi interessa se sei ebreo, musulmano, indù o ateo. Ma se hai prestato servizio nelle Forze di Difesa Israeliane, sapendo ciò che hanno fatto e continuano a fare a Gaza, per me non sei il benvenuto", ha spiegato Shafiq, respingendo le accuse di antisemitismo e razzismo piovute dopo l'episodio.

Anche in India la questione sta sollevando forti polemiche. All'inizio di giugno 2026, la Fondazione Hind Rajab (HRF) ha chiesto ufficialmente alle autorità indiane l'arresto del soldato israeliano Eitan Gilboa, accusandolo di aver partecipato alla distruzione di infrastrutture civili a Gaza. L'attivista Prashant Pundir ha evidenziato come lungo il cosiddetto "Sentiero dell'Hummus" siano nati numerosi caffè, hotel e centri Chabad in cui si parla prevalentemente ebraico, pensati ad hoc per i viaggiatori israeliani.

Nelle Filippine, sull'isola di Siargao, l'avvocato Rich Tuason ha riferito ad Anadolu che i residenti sono esasperati ma temono di essere etichettati come antisemiti se denunciano le irregolarità. Procedere per vie legali contro le violazioni di proprietà o i danni alle abitazioni risulta peraltro complesso, poiché gli indagati spesso lasciano il Paese prima che si possano avviare le indagini.

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La Redazione de l'AntiDiplomatico

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