Ma che ci facevano i soldati italiani nel Kurdistan irakeno?

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Ma che ci facevano i soldati italiani nel Kurdistan irakeno?

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Ora, ipocritamente, se lo domanda persino Repubblica: chi, perché e come ha mandato soldati italiani (alcuni dei quali vittime del recente attentato) nel Kurdistan irakeno? Ma è mai possibile che il nostro Ministero della Difesa non abbia ancora comunicato il luogo esatto dove è avvenuto l’attentato?


In attesa di una qualche risposta da parte del Governo Conte, faccio mie le parole di un commento su Facebook di  Fulvio Grimaldi:


“Sui 5 militari della Col. Moschin. Chi ne ha deciso l’invio in Iraq, nel Kurdistan iracheno, per addestrare miliziani Peshmerga? Al cittadino era stato comunicato tempo fa solo l’invio di 500 soldati a protezione solo della diga di Mosul. Violando la sovranità dell’Iraq , il diritto internazionale e la trasparenza democratica, il governo ha spedito forze speciali da combattimento a sostegno di una milizia regionale separatista, perfino dopo il fallimento del referendum per l’indipendenza. Oltre tutto il Kurdistan iracheno è retto da una banda di narcotrafficanti ed è una colonia israeliana. A chi il governo italiano ha fatto illegalmente un favore anti-iracheno? È ovvio: si affianca alla rivolta in atto innescata da Usa e Israele”.


Francesco Santoianni

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