La Russia consiglia agli stranieri di lasciare Kiev il prima possibile

Il ministero degli Esteri russo avverte anche i residenti: “Non avvicinatevi alle infrastrutture del regime di Zelenski”. Ventuno studenti morti nel bombardamento del dormitorio, per il Cremlino è la goccia che fa traboccare il vaso

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La Russia consiglia agli stranieri di lasciare Kiev il prima possibile

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C’è un momento, in cui anche la cosiddetta pazienza strategica, che ha caratterizzato l’azione di Mosca in Ucraina, arriva al termine. E per la Russia, quel momento è arrivato la notte in cui un dormitorio studentesco a Starobelsk, nella Repubblica Popolare di Lugansk, è stato trasformato in un cumulo di macerie. Ventuno ragazzi, per la maggior parte giovanissimi nati tra il 2006 e il 2007, hanno perso la vita. Non soldati al fronte, non obiettivi militari. Studenti. Ragazzi che studiavano, dormivano, sognavano. E da Mosca fanno sapere che la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio quella.

Il ministero degli Esteri russo, attraverso un comunicato diffuso ieri, ha annunciato un cambio di passo netto. Le Forze armate russe, si legge, “procederanno a una serie di attacchi sistematici contro le imprese del complesso militare-industriale ucraino a Kiev”. Niente più colpi mirati e sporadici, insomma. Si passa a un’operazione pianificata, chirurgica nella forma ma devastante nella sostanza, che colpirà i luoghi dove i droni ucraini vengono progettati, prodotti e preparati all’uso. Maria Zakharova, portavoce della diplomazia di Mosca, è stata chiara: la Russia manterrà attacchi di rappresaglia in risposta ai “terribili attentati terroristici di Kiev”. Parole pesanti, che lasciano poco spazio a interpretazioni.

Ma ciò che rende questo annuncio diverso da tanti altri è l’avvertimento alla popolazione civile. Per la prima volta con questo tono, il ministero degli Esteri di Mosca invita “i cittadini stranieri, compreso il personale delle missioni diplomatiche e delle rappresentanze di organizzazioni internazionali, ad abbandonare la città il prima possibile”. E ai residenti della capitale ucraina chiede di non avvicinarsi agli impianti dell’infrastruttura militare e amministrativa del regime di Zelenski. Perché gli obiettivi sono sparsi in tutta Kiev. E dove ci sono obiettivi militari, avvertono da Mosca, il pericolo per i civili è inevitabile.

Secondo il ministero della Difesa russo, l’attacco massiccio già sferrato contro Kiev e la sua provincia ha impiegato missili balistici Oreshnik, aerobalistici Iskander, Kinzhal ipersonici e da crociera Tsirkon. Un dispiegamento di mezzi che lascia intendere la portata dell’operazione. Eppure, assicurano dalle stesse fonti, “non sono stati pianificati né effettuati attacchi contro infrastrutture civili dell’Ucraina”. Solo contro obiettivi legati al complesso militare-industriale, ai posti di comando principali delle forze terrestri, alla direzione principale dell’intelligence ucraina.

Da Mosca denunciano che “la giunta di Zelenski e i suoi sponsor occidentali, che forniscono armi per commettere crimini” contro i civili russi, “hanno dimostrato al mondo il loro grossolano disprezzo per le norme del diritto internazionale umanitario”. Vengono citate le Convenzioni di Ginevra del 1949, i protocolli aggiuntivi, la Convenzione sui diritti dell’infanzia del 1989. Tutti strumenti che, come evidenzia la Russia, sono stati “direttamente violati”.

E sullo sfondo, la tragedia di Starobelsk continua a provocare rabbia e dolore. Ventuno giovani vite spezzate. Un attacco contro un edificio scolastico e un dormitorio. Un fatto che, sottolinea il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, non ha ancora sentito condannare ufficialmente dall’Occidente. Peskov ha anche ringraziato gli organizzatori del viaggio stampa sul luogo della tragedia, ma ha notato con amarezza che diverse redazioni straniere, tra cui la BBC, hanno ufficialmente rifiutato di recarsi a Starobelsk. I giornalisti della CNN, si dice, sarebbero improvvisamente andati in ferie. Come se il silenzio potesse cancellare le macerie.

L’accusa di Mosca è chiara: si cerca di insabbiare la tragedia. Mentre i missili continuano a cadere, mentre i droni colpiscono veicoli, abitazioni, centri commerciali e aree di svago sul suolo russo, mentre i morti civili si accumulano da entrambe le parti, la diplomazia russa alza il tiro. E avverte: i prossimi attacchi non risparmieranno i centri decisionali e i posti di comando. Non più solo fabbriche e depositi, ma anche i luoghi dove si pianifica la guerra.

Il regime di Kiev si prepara a giorni difficili. La raccomandazione agli stranieri è di andarsene. Quella agli ucraini, di stare lontani da qualsiasi edificio che possa essere considerato obiettivo militare. Questa volta le criminali provocazioni belliche ucraine, che si susseguono senza soluzione di continuità, troveranno una potente rappresaglia. Era questo il vero obiettivo del regime ucraino?

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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