Loretta Napoleoni - Perché falliscono i negoziati per l'Ucraina

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di Loretta Napoleoni per l'AntiDiplomatico

Gli incontri per la pace in Ucraina falliscono perché parlano una lingua obsoleta. Mentre i leader europei—soprattutto quelli nordici e baltici—sognano un esercito continentale e insistono su una vittoria tradizionale, la natura stessa della guerra è già mutata. Il fulcro del potere bellico si è spostato dalle trincee allo spazio ibrido, tra il visibile e l'invisibile. E al centro di questa rivoluzione silenziosa c’è uno strumento che sta ridefinendo l'equazione del potere: il drone.

Il drone non è un semplice gadget tecnologico. È il vettore di un cambiamento sistemico che sta trasformando l'economia, la politica e l'etica stessa della morte organizzata. La sua forza risiede in una spietata logica di efficienza: dematerializza il rischio e contabilizza il conflitto. Addestrare un pilota di caccia costa decine di milioni; formare un operatore di drone costa una frazione insignificante. Un F-35 abbattuto è una tragedia nazionale; un drone distrutto è una voce di bilancio, facilmente sostituibile. La guerra diventa un algoritmo: massimizzare il danno inflitto minimizzando l'esposizione fisica e politica.

Questa logica produce un combattente a distanza, de-localizzato. L'operatore in Nevada che colpisce in Iraq, riducendo l'atto letale a un'interfaccia, a un click to kill. La distanza psichica ed emotiva rende l'uso della forza più facile, più frequente, meno soggetto al filtro dell'orrore. Ma l'impatto più dirompente è sul campo di battaglia: il drone frantuma il monopolio della violenza aerea, un tempo appannaggio esclusivo delle superpotenze.

L'Ucraina ne è la prova vivente. Con sciami di droni FPV (First Person View) da poche centinaia di euro, una nazione senza superiorità aerea tradizionale ha paralizzato le costosissime colonne corazzate russe. Il drone è il grande equalizzatore asimmetrico: ribalta la relazione tra costo dell'attacco e costo della difesa, rendendo obsoleti i sistemi difensivi da decine di milioni. La nuova logica è quella dello sciame, della saturazione, del consumo.

Qui, però, si svela il paradosso fatale dell'Europa. Questa nuova forma di dominio si fonda su una catena di produzione materiale che il continente non controlla. La vera sovranità nella guerra dei droni non risiede nel software, ma nelle materie prime: i magneti al neodimio nei motori, i sensori, le leghe speciali. Tutto passa attraverso il collo di bottiglia strategico delle terre rare, un mercato dominato dalla Cina.

Mentre Washington e Pechino integrano verticalmente la filiera—dalla miniera al campo di battaglia, in una logica di autarchia tecnologica—Bruxelles dibatte regolamenti e finanzia progetti pilota dai risultati marginali. L'Europa rischia così di essere un attore passivo: può comprare, può usare, ma non può produrre in autonomia né scalare la produzione in tempo di crisi. È il divario abissale tra la percezione della minaccia e la capacità materiale di affrontarla.

Il ronzio nei cieli di Kiev e del Medio Oriente non è solo il suono di una battaglia. È il suono di un nuovo ordine globale che si sta materializzando, fondato sull'economizzazione del rischio, la supremazia dei dati in tempo reale e l'opacità del potere. Un ordine le cui ali sono fatte di geologia, di dominio industriale e di risorse critiche che l'Europa ha ingenuamente delegato.

Loretta  Napoleoni

Loretta Napoleoni

 

*Economista di fama internazionale. Ha insegnato alla Judge Business Schools di Cambridge e nel 2009 è stata invitata come relatrice alla Ted Conference sui temi del terrorismo. Nel 2005 ha presieduto il gruppo di esperti sul finanziamento del terrorismo per la conferenza internazionale su terrorismo e democrazia organizzata dal Club de Madrid. Autrice di diversi libri di successo tra cui Terrorismo SPA, Economia Canaglia e Maonomics, tradotto in 18 lingue, incluso l’arabo ed il cinese; ISIS, lo stato del terrore, uscito in 20 nazioni. L’ultimo si intitola Technocapitalism

 

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