L'Italia: un piede nuovamente nel primo mondo

Le iniziative di Draghi stanno permettendo di uscire dal circolo vizioso economico

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L'Italia è nel caos. Paul Krugman inizia un recente post sul blog The Coscience of a liberal con queste parole. Con la fiducia ottenuta dal governo Letta, il paese ha interrotto lo stallo politico, ma sono poche le possibilità di riforme economiche strutturali, così come la volontà di proseguire nelle misure d'austerità imposte dal governo Monti.
Nonostante questo quadro di riferimento, prosegue Krugman la sua analisi, lo spread in riferimento alle proprie obbligazioni di stato è in continuo diminuzione. Questa discrasia è possibile da spiegare  attraverso le tesi di De Grauwe, vale a dire che l'aumento dei tassi d'interesse nella periferia dell'euro zona ha molto poco a che vedere con le preoccupazioni di solvenza ed invece riflette il panico generabile nei mercati finanziari, reso possibile dal fatto che i paesi dell'euro zona non hanno più un prestatore d'ultima istanza e sono quindi soggetti a cicliche crisi di liquidità.
Da quando ha dichiarato di essere disposta a immettere tutta la propria bocca di fuoco per coprire i debiti dei paesi maggiormente indebitati, la Bce ha espresso la sua volontà di divenire un prestatore d'ultima istanza. Alleggerendo anche la retorica d'austerità, questo contesto rende meno probabile la possibilità che l'Italia sarà forzato ad un default per mancanza di liquidità.
Krugman utilizza spesso il caso italiano negli anni '90 come esempio di come i paesi avanzati possano gestire alti debiti pubblici. Ma allora vi era una differenza fondamentale: l'Italia aveva una propria moneta ed il debito nominato in quella. Unendosi all'euro, l'economia italiana si è di fatto trasformata, in termini macroeconomici, in un paese del terzo mondo con debiti contratti nella moneta di qualcun altro ed esposta strutturalmente a crisi del debito ciclici. Grazie alle iniziative di Mario Draghi che sta avvicinando la Bce ad essere un prestatore d'ultima istanza, conclude il premio Nobel dell'economia, l'Italia sta mettendo un piede nuovamente nel primo mondo.

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