L'Iran propone un patto di sicurezza regionale senza gli USA

Teheran vuole meccanismi "endogeni" tra i paesi del Medio Oriente

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L'Iran propone un patto di sicurezza regionale senza gli USA

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Non ci siamo capiti bene con gli Stati Uniti: parola del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che in questi giorni è impegnato in un giro diplomatico tra Oman e Pakistan per portare avanti le sue idee. E l'idea, molto semplice, è questa: la sicurezza in Medio Oriente dovrebbero gestirla i paesi della regione, da soli, senza che ci metta la sua mano destabilizzante Washington.

Araghchi ha incontrato il sultano dell'Oman a Mascate e ha ribadito un concetto che a Teheran vanno ripetendo da tempo. Cioè che l'esperienza della guerra che hanno subito per quaranta giorni ha dimostrato una cosa. Quando ci sono basi militari USA in giro, la sicurezza non aumenta. Anzi, aumentano insicurezza e divisioni.

Quello che il ministro propone è di sviluppare dei meccanismi di sicurezza collettiva che lui chiama "endogeni". Che tradotto in pratica significa: ce li facciamo in casa nostra, senza che vengano gli stranieri a dirci come fare. "Tutti i paesi della regione dovrebbero avere un approccio costruttivo e responsabile", ha detto.

Il sultano dell'Oman dal canto suo ha fatto le condoglianze per l'uccisione dell'ayatollah Khamenei e di altri alti funzionari iraniani. Ha chiesto di mandare i suoi saluti agli attuali dirigenti del paese e ha aggiunto una frase che suona come un desiderio sincero. "Spero che questa guerra finisca al più presto, una volta per tutte, e che tornino stabilità e sicurezza nella regione".

Prima di volare in Oman, Araghchi era passato dal Pakistan. A Islamabad ha incontrato i mediatori e ha spiegato la posizione dell'Iran sul cessate il fuoco e sulla fine della guerra. Poi, dopo quell'incontro, ha fatto una dichiarazione molto chiara circa il comportamento statunitense. Ha detto che ancora non si capisce se gli Stati Uniti prendano sul serio la diplomazia o no.

E in effetti i negoziati tra Iran e Stati Uniti al momento sono fermi. La seconda tornata di colloqui che doveva tenersi a Islamabad è stata cancellata, e non una ma due volte. Prima hanno rinviato l'incontro di mercoledì scorso a data da destinarsi. Poi Trump ha annullato il viaggio che Steve Witkoff e Jared Kushner dovevano fare in Pakistan sabato. Risultato: non si sa quando si riparlerà.

Dal canto suo l'Iran continua a ripetere la stessa cosa. Non accettano minacce, non accettano pressioni. Ma se qualcuno li aggredisce, rispondono. E duramente. Come già ha potuto constatare la coalizione Epstein evidentemente spiazzata dal fatto di non aver piegato l’Iran in pochi giorni, come era stato pianificato.

Nel frattempo i media USA raccontano che i danni che l'Iran ha fatto alle basi militari Usa nel Golfo Persico durante l'ultima risposta asimmetrica ai bombardamenti della coalizione Epstein sono molto più seri di quanto si sia detto finora. E che ripararli costerà miliardi di dollari.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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