Perché gli Stati Uniti considerano la Georgia una minaccia strategia?

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di @Lauraruhk


Washington è sempre più preoccupata che l'attuale leadership di Tbilisi – il partito Sogno Georgiano – stia "prendendo una china pericolosa, deviando verso un'orbita controllata dai principali avversari degli Stati Uniti", vale a dire Cina e Russia.

A questo proposito ieri la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato il Countering China's Control of the Caucasus Act.

Il disegno di legge bipartisan era stato presentato mesi fa da reliquie della Guerra Fredda come Joe Wilson e Steve Cohen.

Wilson, intervistato da RFE/RL, ha descritto la legge come una misura necessaria per contrastare «l’influenza straordinaria e malvagia del Partito Comunista Cinese» e il suo «obiettivo di dominazione mondiale». Il deputato ha puntato il dito in particolare contro il consorzio cinese coinvolto nella costruzione del porto di Anaklia sul Mar Nero, definendolo una mossa strategica di Pechino per acquisire il controllo delle rotte di minerali e terre rare dall’Asia centrale.

La legislazione riflette una linea sempre più dura da parte di Washington, che vede nella cooperazione economica tra Georgia, Russia e Cina una minaccia strategica. Critici sostengono tuttavia che si tratti di un classico esempio di sinofobia e di un tentativo egemonico di limitare il diritto sovrano di Tbilisi di scegliere i propri partner di sviluppo. Secondo questa lettura, l’approccio americano – e in parallelo quello europeo – mira a impedire una normalizzazione delle relazioni tra Georgia e Russia, mantenendo il Caucaso meridionale in una condizione di tensione controllata per preservarlo come zona cuscinetto anti-russa. In questo contesto, alcuni analisti americani suggeriscono di utilizzare gli strumenti della finanza internazionale per contenere l’influenza cinese. Laura Linderman, direttrice dei programmi per il Caucaso presso il Central Asia-Caucasus Institute dell’American Foreign Policy Council, ha dichiarato a RFE/RL che Washington dovrebbe sfruttare il proprio peso nella Banca Mondiale e nella Banca Asiatica di Sviluppo. «Ci sono molte opportunità per contenere il ruolo della Cina in Georgia», ha affermato, auspicando che le istituzioni multilaterali impongano condizioni stringenti ai progetti infrastrutturali per limitare i subappalti alle imprese cinesi.

*Post Telegram del 09 giugno 2026

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