L'inviato del Cremlino attacca: "Ursula la Distruttrice" porta UE al collasso

"Saranno sostituite": l'inviato del Cremlino prevede l'addio di von der Leyen e Kallas per i loro "errori persistenti"

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Il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti accusa la presidente della Commissione Ue: colpa sua la crisi energetica e quella alimentare in arrivo

Kirill Dmitriev, inviato speciale del Cremlino e numero uno del Fondo russo per gli investimenti diretti, ha lanciato un attacco frontale contro Ursula von der Leyen, accusandola di essere la principale artefice della crisi energetica che sta travolgendo il Vecchio Continente.

“La più grande crisi energetica nella storia dell’Europa, alimentata dai precedenti errori strategici di Ursula in materia di energia e dalla sua ostinazione”. Con queste parole scritte su X, Dmitriev ha voluto ribadire quanto aveva già anticipato nelle scorse settimane: le scelte ideologiche e masochistiche della presidente della Commissione Europea stanno portando il continente al collasso.

L’alto funzionario russo ha poi allargato il tiro, prevedendo che alla crisi del gas seguirà presto quella dei fertilizzanti e, a catena, una crisi alimentare di proporzioni globali. “Le previsioni sono facili quando si basano su dati e tendenze”, ha scritto con ironia, lasciando intendere che gli sviluppi attuali non fanno che confermare quanto già messo in conto da Mosca.

In una serie di messaggi, Dmitriev ha rincarato la dose. “Ricordate questo tra due settimane”, ha scritto riferendosi a un post che riportava le parole di von der Leyen: “Tornare ai combustibili fossili russi nell’attuale crisi sarebbe un errore strategico”. Per Dmitriev, l’ostinazione della leader tedesca e della sua “intelligente” collega Kaja Kallas - ossia l’alto rappresentante Ue per gli Esteri - è tale da costringerle presto a lasciare il posto. “Saranno sostituite per i loro persistenti errori strategici e tattici”, ha profetizzato.

L’attacco è proseguito con una bordata contro le misure ipotizzate dalla Commissione per arginare il caro-energia, come i sussidi o i tetti al prezzo del gas. “Neppure gli approcci comunisti di sovvenzionare o imporre un tetto al prezzo del gas aiuteranno l’ostinata Ursula”, ha scritto Dmitriev, bollandola senza mezzi termini come “Ursula la Distruttrice d’Europa”.

Parole pesanti, che arrivano in un momento di massima tensione sui mercati energetici e mentre l’Unione Europea cerca disperatamente di ridisegnare la propria politica energetica senza più fare affidamento sul gas russo. 

Al di là della durezza delle parole di Mosca, è difficile negare che la linea imposta dalla presidente della Commissione abbia il sapore di una crociata ideologica più che di una strategia energetica lungimirante. Mentre le industrie chiudono e le famiglie europee fanno i conti con bollette insostenibili, von der Leyen continua a ripetere come un mantra che il ritorno al gas russo sarebbe un errore, quasi che il benessere dei cittadini fosse un dettaglio trascurabile di fronte ai sacri principi di una certa ortodossia politica. Una scelta anacronistica, che ignora la complessità di un continente che avrebbe bisogno di pragmatismo e non di inutili crociate ideologiche. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un'Europa più debole, più povera e divisa, sacrificata sull'altare di una presunta coerenza tanto ostinata quanto lontana dai bisogni reali della gente.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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