L'"idea" di Europa e che cosa è in realtà

4489
L'"idea" di Europa e che cosa è in realtà

 

Spesso incontro persone che, pur avendo compreso molte delle tendenze nefaste del periodo, continuano ad esprimere un attaccamento all' "idea europea", o almeno corrucciano la fronte ad ogni riferimento alla sovranità nazionale (o, dio ce ne scampi e liberi, al "sovranismo"). Non si tratta di persone ignare o inconsapevoli, non necessariamente.

Ora, la verità come sempre è complessa e nessuna soluzione reale ha la gradevole semplicità di uno slogan.

Porre le questioni nel modo giusto è però il primo passo.

Ad esempio, chiedersi con tipico stile da Talk Show, "Europa sì, o Europa no" è una falsa partenza, un vicolo cieco che garantisce l'inconcludenza. Distinguere tra Europa e organizzazione istituzionale corrente è un primo punto essenziale.

Siccome la geografia non si cambia, l'orizzonte europeo sarà di diretta pertinenza per l'Italia in qualunque futuro possibile. (Ieri un ministro russo diceva che dopo la guerra, naturalmente, si dovranno avere rapporti collaborativi con l'Ucraina, essendo un paese confinante: se potranno farlo Russia e Ucraina forse riusciremo anche noi a superare le carognate tedesche degli ultimi due decenni...).

Tuttavia il dato di fondo è che la partecipazione italiana all'Europa nella cornice del Trattato di Maastricht (e integrazioni) è stata una catastrofe e, più passa il tempo, più l'Italia si presenta come un mero agnello sacrificale su cui si gettano ciclicamente Germania, Francia, e loro alleati del momento, per drenare risorse.

Il post odierno di Gilberto Trombetta, condiviso sotto, spiega bene uno degli aspetti di questa dinamica.





Di fatto in tutte le questioni in cui c'è una torta da spartire esiste un blocco gravitante intorno alla Germania, e che spesso accorpa la Francia, che utilizza i poteri della legislazione europea come un apriscatole per ottenere vantaggi comparativi rispetto ai paesi "perdenti". Il processo di svendita del patrimonio pubblico e privato italiano è, molto semplicemente, l'obiettivo più succulento.

Beninteso, niente di personale. Mica ce l'hanno con noi. Solo, sono animali neoliberali e come lo scorpione punge e la puzzola puzza, così gli stati neoliberali sfruttano.

Lo stesso processo può essere adottato anche nei confronti di altri perdenti, come l'esempio greco illustra bene, però l'Italia ha ancora più ciccia intorno alle ossa di altri e qui c'è da mangiare. Stop.

L'ultraventennale processo in corso è per l'Italia quello in cui veniamo mangiati vivi, con occasionale anestesia.

Bisogna infine però anche ammettere che il richiamo alla sovranità è lontanissimo dal rappresentare "la soluzione"; si tratta solo di una parola che introduce un processo di riflessione, l'indicazione di una direzione, ma bisogna dire con chiarezza che il problema della gabbia europea corre in parallelo con il problema della qualità delle nostre classi dirigenti.

La posizione di mucca da mungere o agnello sacrificale, a seconda dei momenti, l'Italia l'ha ottenuta soprattutto a causa della spettacolare ignavia e straordinaria inanità delle sue classi dirigenti. E se magicamente queste stesse classi dirigenti dovessero gestire il disfacimento dell'UE (disfacimento sempre più probabile), non ci sarebbe niente di cui allietarci: riuscirebbero a venderci ad un macellaio differente, forse anche peggiore.

A scanso di equivoci, questo non significa che l'attuale cornice post Maastricht consenta margini di cambiamento dall'interno che possano mutarne la natura. Tuttavia una classe dirigente che si fosse seriamente cimentata in tentativi di "cambiare l'UE dall'interno" sarebbe almeno un punto di partenza.

Il problema della creazione di una nuova classe dirigente è e resta il principale, e più difficile, dei problemi, senza la cui soluzione nessun eventuale "colpo di fortuna" potrà comunque essere colto.

Andrea Zhok

Andrea Zhok

Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti "Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO)

"Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO)

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia di Giuseppe Masala File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia

File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica... di Francesco Santoianni Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili” di Raffaella Milandri Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili”

Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La vera lezione del caso Epstein di Paolo Desogus La vera lezione del caso Epstein

La vera lezione del caso Epstein

Una risposta al professor Giovanni Rezza di Alessandro Mariani Una risposta al professor Giovanni Rezza

Una risposta al professor Giovanni Rezza

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti