L'"idea" di Europa e che cosa è in realtà

4574
L'"idea" di Europa e che cosa è in realtà

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Spesso incontro persone che, pur avendo compreso molte delle tendenze nefaste del periodo, continuano ad esprimere un attaccamento all' "idea europea", o almeno corrucciano la fronte ad ogni riferimento alla sovranità nazionale (o, dio ce ne scampi e liberi, al "sovranismo"). Non si tratta di persone ignare o inconsapevoli, non necessariamente.

Ora, la verità come sempre è complessa e nessuna soluzione reale ha la gradevole semplicità di uno slogan.

Porre le questioni nel modo giusto è però il primo passo.

Ad esempio, chiedersi con tipico stile da Talk Show, "Europa sì, o Europa no" è una falsa partenza, un vicolo cieco che garantisce l'inconcludenza. Distinguere tra Europa e organizzazione istituzionale corrente è un primo punto essenziale.

Siccome la geografia non si cambia, l'orizzonte europeo sarà di diretta pertinenza per l'Italia in qualunque futuro possibile. (Ieri un ministro russo diceva che dopo la guerra, naturalmente, si dovranno avere rapporti collaborativi con l'Ucraina, essendo un paese confinante: se potranno farlo Russia e Ucraina forse riusciremo anche noi a superare le carognate tedesche degli ultimi due decenni...).

Tuttavia il dato di fondo è che la partecipazione italiana all'Europa nella cornice del Trattato di Maastricht (e integrazioni) è stata una catastrofe e, più passa il tempo, più l'Italia si presenta come un mero agnello sacrificale su cui si gettano ciclicamente Germania, Francia, e loro alleati del momento, per drenare risorse.

Il post odierno di Gilberto Trombetta, condiviso sotto, spiega bene uno degli aspetti di questa dinamica.





Di fatto in tutte le questioni in cui c'è una torta da spartire esiste un blocco gravitante intorno alla Germania, e che spesso accorpa la Francia, che utilizza i poteri della legislazione europea come un apriscatole per ottenere vantaggi comparativi rispetto ai paesi "perdenti". Il processo di svendita del patrimonio pubblico e privato italiano è, molto semplicemente, l'obiettivo più succulento.

Beninteso, niente di personale. Mica ce l'hanno con noi. Solo, sono animali neoliberali e come lo scorpione punge e la puzzola puzza, così gli stati neoliberali sfruttano.

Lo stesso processo può essere adottato anche nei confronti di altri perdenti, come l'esempio greco illustra bene, però l'Italia ha ancora più ciccia intorno alle ossa di altri e qui c'è da mangiare. Stop.

L'ultraventennale processo in corso è per l'Italia quello in cui veniamo mangiati vivi, con occasionale anestesia.

Bisogna infine però anche ammettere che il richiamo alla sovranità è lontanissimo dal rappresentare "la soluzione"; si tratta solo di una parola che introduce un processo di riflessione, l'indicazione di una direzione, ma bisogna dire con chiarezza che il problema della gabbia europea corre in parallelo con il problema della qualità delle nostre classi dirigenti.

La posizione di mucca da mungere o agnello sacrificale, a seconda dei momenti, l'Italia l'ha ottenuta soprattutto a causa della spettacolare ignavia e straordinaria inanità delle sue classi dirigenti. E se magicamente queste stesse classi dirigenti dovessero gestire il disfacimento dell'UE (disfacimento sempre più probabile), non ci sarebbe niente di cui allietarci: riuscirebbero a venderci ad un macellaio differente, forse anche peggiore.

A scanso di equivoci, questo non significa che l'attuale cornice post Maastricht consenta margini di cambiamento dall'interno che possano mutarne la natura. Tuttavia una classe dirigente che si fosse seriamente cimentata in tentativi di "cambiare l'UE dall'interno" sarebbe almeno un punto di partenza.

Il problema della creazione di una nuova classe dirigente è e resta il principale, e più difficile, dei problemi, senza la cui soluzione nessun eventuale "colpo di fortuna" potrà comunque essere colto.

Andrea Zhok

Andrea Zhok

Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza di Paolo Desogus Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia di Marinella Mondaini L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti