L'Europa verso l'autoritarismo

Per continuare con l'austerità i governi stanno calpestando tutte le regole democratiche

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Dopo aver presentato nel 2010 una proposta – Modest Proposal – per uscire dalla crisi dell'euro, Yanis Varoufakis dichiara nell'ultimo post del suo blog che da allora un cambiamento fondamentale è avvenuto ed è necessario un Update che pubblicherà a breve.
La crisi dell'euro zona è nata nel 2010 come la somma di tre componenti, a cui oggi se ne è aggiunta ed una quarta, secondo Varoufakis, ancora più tossica. Iniziata con un collasso bancario legato alla caduta degli investimenti e la perdita di liquidità, la crisi si è trasformata in un problema di debito pubblico che ha contribuito ad alimentare la caduta degli investimenti. Il risultato per la zona euro è stato devastante: fallimenti bancari e debiti pubblici fuori controllo. Nella sua infinita saggezza, prosegue ironicamente Varoufakis, l'Eurozona ha deciso di trattare questa crisi multipla come se ci fosse un unico problema del debito, attuando tagli selvaggi del budget ed aumenti insensati delle tasse. La spesa interna ed il Pil sono per questi diminuiti ed hanno rafforzato tutte e tre le crisi analizzate in precedenza. 
La proposta di soluzione di Varoufakis del 2010 identificava queste tre crisi come concatenate e chiedeva ad i leader europei una risposta coordinata per evitare di affrontare solo il problema del debito come se fosse indipendente dal malessere bancario e far finta che la crisi greca fosse diversa da quella in Irlanda, Italia o Germania. La proposta “modesta” offriva tre semplici politiche che avrebbero potuto applicarsi senza cambiamenti di trattati, senza trasferimenti fiscali ed anche senza troika o confische di depositi bancari. 
Sono passati tre e anni e mezza e l'Europa rimane ad un passo dal collasso, ma non smette di utilizzare sempre i suoi rimedi tossici.  Insistendo a finanziare fondi di salvataggio EFSF-ESM, vincolando la ricapitalizzazione diretta della banca ad un'unione bancaria che appare un miraggio e riproponendo  fondi strutturali mai spesi per la crescita, l'Europa ha mostrato che l'unica soluzione con cui pensa si possa uscire dalla crisi è l'austerità. Di fronte all'impopolarità quasi universale a livello popolare, tuttavia, l'unico modo per continuare la sua applicazione è stata una tendenziale virata verso l'autoritarismo: circumnavigando le regole della democrazia, imponendo coalizioni di governo non tenendo conto del voto degli elettori, alimentando le ragioni dei neo nazisti e chiudendo le tv di stato, il tutto in nome della riforma e dell'efficienza, i governi europei sono di fatto entrati nella quarta crisi, la più pericolosa di tutte: la crisi della democrazia.
Più l'Europa continua a negare la natura sistemica dei problemi economici che ha di fronte, conclude Varoufakis, e maggiore sarà il deficit democratico che si creerà nel continente. E per questo è necessario aggiornare la proposta di soluzione presentata nel 2010.

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