L'errore di Madrid verso la Catalogna

Nessun matrimonio può durare semplicemente dichiarando illegale il divorzio.

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L'errore di Madrid verso la Catalogna

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Gideon Rachman in Spain, Britain and the forbidden fruit of the independence compie un interessante parallelo tra le pretese d'indipendenza della Scozia e quelle della Catalogna. Mentre la prima terrà il suo referendum per l'autoderminazione nel 2014, Madrid ha fino ad oggi bloccato tutte le richieste similari da parte del governo catalano, mettendo avanti il rispetto della costituzione, che considera illegale ogni referendum indipendentista.  
Secondo il Columnist del FT, Londra sta attuando un approccio migliore e più pragmatico: il primo ministro David Cameron avrebbe potuto insistere sul fatto che solo il governo ha il diritto di organizzare un tale referendum, ma, rendendo lecito il referendum ha permesso che i scozzesi decidano il loro futuro politico a condizione che l'indipendenza debba essere decisa solo attraverso le urne. A livello di prudenza e giustizia, l'approccio del governo inglese sembra più saggio. Cameron, come il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, è conservatore e nazionalista - entrambi sono propensi a lottare per impedire la separazione dei loro paesi – ma Londra ha riconoscituo che i nazionalisti scozzesi, ottenendo democraticamente il potere ad Edinburgo, hanno acquisito il diritto di votare per la loro indipendenza. Non c'è mezzo legale che possa impedirlo. L'approccio del governo inglese è rischioso ma astuto: nel dire al popolo che qualcosa è proibito categoricamente non si fa altro che aumentare il loro desiderio di farlo.  Del resto, dal momento della legalizzazione del referendum in Scozia, l'appoggio all'indipendenza sta calando all'interno dell'opinione pubblica scozzese.
Scozia e Catalogna hanno molti punti in comune: in entrambi, i nazionalisti datano la perdita dell'indipendenza nel diciottesimo secolo - l'Atto d'Unione con l'Inghilterra nel 1707 dopo il fallimentare tentativo coloniale della Scozia in Panama; i nazionalisti catalani considerano la caduta di Bacellona del 1714. Entrambi hanno usato l'Unione Europea per rafforzare la loro richiesta, combinando indipendenza con la sicurezza dell'essere membri europei. Secondo alcuni intellettuali scozzesi, la Scozia non avrebbe alla base lo sciovinismo anti europeo inglese ed una indipendenza significherebbe maggiore collaborazione con Brussels. In realtà un sondaggio recente ha dimostrato come il 60% dell'elettorato inglese voterebbe per un'uscita dall'Ue, il 50% dei scozzesi. Del resto, la crisi economica europea ha influito sui discorsi di una Scozia indipendente: i nazionalisti dichiarano ora di non volere subito un ingresso nell'euro ma la conservazione della valuta nazionale. La Spagna al contrario è al centro della crisi europea ed i nazionalisti catalani insistono che il paese resterebbe nell'euro. 
C'è tuttavvia una grande differenza tra Scozia e Catalogna: mentre in Scozia risiedono solo 5 dei 62 milioni di abitanti del Regno Unito, in Catalogna 7 dei 47 della Spagna – ed è una delle regioni più ricche del paese. La sua perdita sarebbe un colpo enorme per la Spagna, al contrario di quello che accadrebbe ad un'Inghilterra senza Scozia.
Conclude Rachman con la speranza che i due paesi possano mantenere la loro integrità territoriale, ma se proprio devono dividersi che sia solo attraverso consenso. Il governo spagnolo non dovrebbe nascondersi dietro la legge e permettere un referendum catalano. Nessun matrimonio può durare semplicemente dichiarando illegale il divorzio. 

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