Le scuse del Fmi sulla Grecia

Il rapporto indica due fallimenti di strategia. Ma chi ripaga le sofferenze imposte al popolo?

2037
Le scuse del Fmi sulla Grecia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Prendendo a riferimento il recente paper di dura autocritica del Fondo Monetario internazionale sulle politiche scelte per la Grecia, Paul Krugman nel suo ultimo post per il suo blog The conscience of a liberal, Greek regrets, sottolinea come il rapporto sembra indicare due fallimenti in particolare: non aver riconosciuto subito che Atene non avrebbe mai potuto ripagare l'interezza del suo debito e, soprattutto, aver sottostimato il danno economico che l'austerità avrebbe inflitto alle possibilità di ripresa del paese.
Entrambi questi errori sono ormai palesi, accertati e resi evidenti dalla tragica situazione del paese. Il piano della troika non era chiaramente realistico – come avevano avvisato Krugman e tutti gli economisti keynesiani all'inizio della sua stesura – e le sue misure erano troppo dure da sopportare perfino per un paese in espansione, figuriamoci per uno che nel 2014 registrerà il settimo anno consecutivo di recessione. Tutto quello che si può dire oggi, prosegue il premio Nobel per l'economia, alla luce della presa di posizione da parte del Fondo, è che il Fmi rappresenta oggi l'elemento più lucido della troika nel prospettare il futuro della Grecia, con la Bce in particolare impantanata in una fantasiosa politica monetaria espansiva.  
Cosa sarebbe potuto essere fatto in modo differente?, si domanda poi Krugman. Il rapporto riconosce che le sofferenze sarebbero state minori con un atteggiamento più flessibile da parte dei creditori, ma non ha abbracciato l'idea di un annullamento graduale da parte dei debiti. Ma se chiediamo alla troika di ammettere che nel 2010 la maggior parte dei debiti dovevano essere resi nulli, perché non affermare con la stessa forza che la Bce avrebbe dovuto iniziare da subito l'acquisto dei titoli maggiormente indebitati ed evitare il collasso. Il programma di aiuto che Krugman avrebbe ideato prevedeva tre elementi - l'annullamento di gran parte del debito, nessuna misura d'austerità ed un ruolo accomandante della BCE - che avrebbe permesso alla Grecia di tornare ad accedere al mercato obbligazionario nel 2010.
Ma il tutto non è accaduto per una scelta politica, anche se ha poi prodotto un disastro sociale. E forse per il governo greco di allora la migliore soluzione, conclude Krugman, sarebbe stata l'uscita dall'euro. La “Grexit” avrebbe sicuramente prodotto una situazione difficile e complessa, le cui conseguenze si sarebbero protratte fino ad oggi. Ma sarebbero state comparabili a quelle a cui il popolo greco è oggi costretto a vivere?

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti