L'austerità, una politica di classe

L'1% della popolazione l'ha imposta basandosi su erronee giustificazioni accademiche

2963
L'austerità, una politica di classe

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Il dibattito economico recente tra Keynesiani - che chiedono una maggiore spesa da parte del governo in tempi di depressione - ed i fautori dell'austerità,  o “austerici” - che chiedono al contrario tagli per ridurre il debito - ha un chiaro vincitore. In the1 Percent's solution, Paul Krugman sostiene come la posizione favorevole all'austerità è implosa, non solo nelle previsioni sul mondo reale, ma anche a livello accademico, dopo che sono stati accertati errori di dati e statistiche nei suoi testi basi di riferimenti.
Due domande però restano a questo punto. In primo luogo, come hanno fatto le dottrine sull'austerità a divenire così importanti? In secondo luogo, la politica cambierà ora il suo corso effettivamente?
Sulla prima domanda, il dominio di questa corrente nei circoli del poteri è basata sulla presunzione della correttezza dei dati economici espressi:  i due principali studi della corrente — Alberto Alesina e Silvia Ardagna sulla cosiddetta “expansionary austerity” e Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff sulla soglia del 90% del rapporto Pil/debito da non oltrepassare – avevano però incontrato enormi critiche subito la loro uscita. Da fine 2010, il Fondo Monetario Internazionale aveva già confutato le conclusioni di Alesina-Ardagna, mentre alcuni ricercatori del Mit hanno recentemente dimostrato come lo studio di Reinhart-Rogoff fosse viziato da un errore di Excel. Nel frattempo, la stagnazione in Irlanda, l'esperimento primo e principali degli “austerici”, la caduta dei tassi di interessi negli Usa, che secondo questi autori era invece ad un passo dal collasso finanziario, hanno rapidamente smentito tutte le previsioni di questa corrente di pensiero.
Per comprendere perché l'austerità abbia acquisito così consenso nei circoli di potere, secondo Krugman, è necessario analizzare la volontà di una punizione morale del “abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi” che accompagna questa teoria. Gli economisti possono facilmente dimostrare come la disoccupazione di massa di questi giorni non è dipesa da un'eccessiva spesa in passato, ma perché al contrario si spende troppo poco oggi; ma, sostiene Krugman, molte persone hanno un senso viscerale di bisogno di redenzione da peccati attraverso la sofferenza. Soprattutto quando a soffrire non è chi ha fatto il peccato con le bolle speculative, ma la massa di lavoratori. 
Ed è per questo che l'austerità è chiaramente una politica di classe. Secondo un recente sondaggio solo la metà degli americani considera con preoccupazione il debito, mentre la percentuale diviene bulgara nelle fasce alte della popolazione, favorevoli a tagliare nella sanità ed in Social Security.
Ed ecco qui la risposta, prosegue Krugman nella sua analisi: l'agenda dell'austerità rappresenta l'espressione di preferenza delle classi ricche, che la spacciano per rigorismo accademico. Quello che l'1% della popolazione vuole non è il protrarsi della depressione, ma è certo che non siano loro a dover sopportare il peso del fardello recente, potendo contare ancora su profitti ed azioni in crescita. 
Nel contesto in cui abbiamo avuto politiche per l'1%, fatte dall'1%, per l'1% della popolazione, conclude Krugman, non si cercheranno forse nuove giustificazioni per la prosecuzione delle stesse vecchie politiche, anche contraddicendo la teoria economica?  

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti