La zona euro non può permettersi questo tasso d'inflazione

Non serve entrare in deflazione, la situazione è già insostenibile

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La zona euro non può permettersi questo tasso d'inflazione

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Più sorpendente della decisione della Bce di tagliare i tassi d'interesse è stato il fatto che così poche persone se lo aspettassero. Con questa premessa, Wolfgang Munchau scrive come sia  abbastanza strana la sorpresa generale, dato che la Bce non sta rispettando il suo target di riferimento del 2% annuale di inflazione
 
La scelta della Bce solleva per il Columnist del Financial Times due problemi in particolare: in primo luogo sull'effettiva capacità dei tassi d'interesse di influire positivamente ed, in secondo luogo,  sulla minaccia complessiva di una crisi deflattiva. Secondo Munchau la scelta della Bce funzionerà per migliorare la situazione, ma non potrà porre fine alla crisi. La ristrutturazione del debito dei paesi della periferia rimane un elemento necessario e le politiche economiche dei paesi membri devono iniziare a cambiare. Questo, sottolinea Munchau, non implica necessariamente che la politica monetaria della Bce sarà inefficace, neanche ora che i tassi sono vicini allo zero.
 
Il problema prosegue Munchau è quello di comprendere se la questione della deflazione sia un fenomeno puramente monetario o ci sia qualcosa di più profondo. Milton Friedman ha dichiarato come “l'inflazione è sempre ed ovunque un fenomeno monetario nel senso che può essere prodotto solo da una aumento rapido nella quantità di moneta rispetto alla produzione”.Da un punto di vista logico, l'affermazione contraria si deve applicare alla deflazione. La Bce ha gli strumenti per combattere l'inflazione anche in condizioni avverse. Se la Germania e gli altri paesi creditori accettassero la ristrutturazione dei debiti della periferia, o aggiustassero le loro economie puntando sulla domanda interna, o, infine, accettassero che l'unione bancaria incorporasse alcune condivisioni del debito, si potrebbe uscire dalla crisi più rapidamente.  Ma anche se nulla di tutto questo dovesse accadere – come è molto probabile -  la politica monetaria può essere efficace, anche in un'unione monetaria disfunzionale. 
 
Il problema è che le misure che Draghi dovrebbe applicare devono essere più estreme: il prossimo strumento nel suo arsenale è un tasso di depositi negativo, un'altra operazione di lungo periodo di finanziamento ed una quantitative easing nella forma di acquisti di debiti sovrani e privati. In teoria la Bce potrebbe prestare alle aziende direttamente, bypassando il settore bancario. Non può magicamente garantire la sopravvivenza della zona euro, ma può evitare la deflazione.  Ci sono diverse ragioni sul perché il target d'inflazione è al 2% e non allo 0. 
 
Non prevedendo un lungo periodo di inflazione negativa, ma un lungo periodo di inflazione sotto il target, con bassa crescita, Munchau conclude come i livelli del debito rispetto al Pil non potranno diminuire e gli stati dovranno aumentare i loro surplus primari, producendo ancora meno crescita e nuova pressione sui prezzi. L'eurozona non ha bisogno di entrare in deflazione nel suo complesso per essere nei guai: un'inflazione al di sotto del target è sufficiente ad intrappolare la zona euro in questo circolo vizioso e la Bce deve agire il prima possibile.

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