La Wada, il doping e l’equilibrio mondiale

2386
La Wada, il doping e l’equilibrio mondiale

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


Su gentile concessione di Piccole Note

«Mancavano l’accusa di “doping di Stato” e la richiesta di cacciare la Russia dal paradiso a cinque cerchi per riportare le incerte lancette della nuova Guerra Fredda ancora più indietro nel tempo». Inizia così  un articolo di Vittorio Zucconi, pubblicato sulla Repubblica del 10 novembre, che analizza la questione della richiesta della Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, di sospendere la Russia dalle Olimpiadi a causa di un asserito doping massivo dei suoi atleti.
 
Dopo aver accennato al confronto globale che si sta sviluppando tra l’Occidente e la Russia di Putin, dalla guerra in Siria ai «boicottaggi commerciali», fino ad arrivare alla «sovrapproduzione deliberata del petrolio, per far crollare il prezzo del petrolio, fonte principale di ricchezza per i russi», Zucconi conclude che l’atto della Wada «diventa quindi involontariamente, ma inesorabilmente, un gesto politico».
 
Un’eventuale espulsione dei russi alle prossime competizioni olimpiche, infatti, a Mosca verrebbe considerato come «un affronto alla Russia intera che il piccolo zar non potrebbe tollerare per non incrinare la propria immagine». Se non un atto di guerra vero e proprio, «una sfida letale all’onore della patria» che andrebbe ad accrescere «la tensione globale». Un «insulto difficile da accettare per un pubblico russo convinto, come tanti, non a torto, che in materia di doping sportivo la discriminazione non sia fra chi si pompa o non si pompa. Ma tra chi viene scoperto e chi la fa franca […]. Alimenterebbe la sensazione che il mondo esterno, quello che sta oltre i confini occidentali, stia ricadendo nella dinamica politica del “containment” che guidò la strategia americana nel dopoguerra, del limitare e contenere le ambizioni e l’espansionismo di Mosca a ogni costo» (La guerra fredda delle medaglie).
 
 
Nota a margine. Analisi convincente, quella di Zucconi. che in parte fa il paio con quella sviluppata da Gianni Riotta sulla Stampa dello stesso giorno, anche lui preoccupato che la vicenda olimpica vada a intrecciarsi con il confronto globale tra Occidente e Russia.
 
Zucconi si augura che la misura estrema del boicottaggio degli atleti russi sia evitata, che a Rio «sfilino tutte le bandiere di tutti i Paesi», chiedendo però ai russi «lealtà, trasparenza, accesso ai commissari internazionali e punizioni per i colpevoli» (Guerra Fredda al tempo del disordine).
 
C’è da ricordare che l’Olimpiade si accompagna a una speranza di pace...

Continua a Leggere su Piccole Note

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti