La vittoria della Merkel maschera solo la realtà

Berlino avrà sempre meno capacità di affrontare la crisi dell'euro-zona

1635
La vittoria della Merkel maschera solo la realtà

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Con un tasso di approvazione personale vicina al 70% grazie ad una disoccupazione ad i livelli più bassi dalla riunificazione al 5.3% e quella giovanile al 7,7%  - rispetto al 39.5% in Italia ed il 56.1% in Spagna - Angela Merkel resta la guida della Germania anche dopo le elezioni di domenica 22 settembre. Tuttavia, sottolinea Ambrose Evans-Pitchard sul Telegraph, molti economisti iniziano ad indicare come la consistenza di Berlino sia sempre più fragile rispetto a quello che appaia – fondata come è su alcune componenti effimere come le importazioni cinesi e l'immersione di capitali globali che hanno pompato il sistema – e sarà in difficoltà a dare risposte efficaci alla crisi dell'euro-zona.
Il membro nel board della Bce, Joerg Asmussen, è arrivato a dichiarare recentemente che il paese diventerà nuovamente il “malato d'Europa in 5-10 anni” se continua a negare di avere un grave problema d'infrastrutture e non inizia ad investire di più nell'educazione e nella formazione. La sua migliore università, il Politecnico di Monaco, è del resto al 53° posto nelle classifiche mondiali. Inoltre, il sindacato federale tedesco, il BDI, ha invocato un cambiamento drastico nelle politiche energetiche, avvisando come un trilione di euro per l'eolico, solare ed altre rinnovabile stia portando i costi di approvviggionamento a livelli che minacciano la competitività tedesca. L'elettricità, continua nella sua analisi Evans-Pitchard, costa infatti il 30% in più rispetto al resto d'Europa ed il doppio degli Usa. Ma in campagna elettorale nessuno dei principali partiti ha proposto alcun cambiamento serio rispetto al cosiddetto “Energiewende” — il programma energetico nazionale con l'obiettivo di approvvigionare il 50% di tutto il paese con le rinnovabili entro il 2030 e l'80% entro il 2050.
Secondo l'Ocse, inoltre, la Germania, nonostante le riforme Hartz IV di un decennio fa, è ancora uno dei mercati più rigidi dell'Ue, con diverse barriere presenti al licenziamento ed alla possibilità di aprire start-up tecnologici. La produttività per lavoratore è cresciuta dello 0,6% annuo dal 2000 al 2010, rispetto all'1,4% di altri paesi ricchi. Secondo l'indice del World Economic Forum, inoltre, la Germania è al 106° posto nella classifica della Banca mondiale per la facilità di aprire un'azienda; al 31° per la copertura della banda larga, al 75° per l'apertura delle banche ed al 127% per la regolamentazione di assunzione e licenziamento.
Gli economisti hanno sottolineato come la Germania stia ampiando i suoi problemi strutturali, ripetendo gli errori che Italia e Spagna hanno commesso subito dopo l'ingresso nella moneta unica. Mentre nessuno dubita che Berlino abbia guadagnato competitività nei primi anni dell'euro, la domanda è se abbia creato un modello economico superiore o abbia semplicemente approfittato della situazione salariale in una politica “beggar-thy-neighbour” rispetto ad i suoi partner europei. Ma anche questa questione è stata totalmente assente nei dibattiti parlamentari.
Il rischio per la Germania, commenta il Columnist del Telegraph, è che la crisi emerga con forza nel momento in cui l'invecchiamento della popolazione inizierà ad intensificarsi: secondo la Commissione europea la forza lavoro del paese crollerà di 200 mila unità l'anno per i prossimi dieci anni, replicando quella che è stata l'esperienza del Giappone. “La Germania si trova di fronte una bomba demografica pronta ad esplodere”, secondo Mats Persson del think tank Open Europe. 
Ed in questo contesto Berlino avrà sempre meno energie e disponibilità per affrontare con determinazione la crisi dell'euro-zona. Il terzo mandato di Angela Merkel, che dovrà concretizzarsi con un difficile appoggio da parte del Psd di Steinbruck, avrà di fronte le proteste popolari per un terzo programma di salvataggio greco, un secondo in Portogallo ed uno sempre più probabile per la Slovenia. Ma ne avrà le capacità?

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti