La sionizzazione dell'UE: uno stabilimento Volkswagen produrrà componenti per l'Iron Dome d'Israele
La società israeliana Rafael Advanced Defense Systems si appresta a iniziare la produzione di componenti per i sistemi missilistici Iron Dome presso lo stabilimento Volkswagen di Osnabrück, in Germania. La notizia è stata diffusa il 7 settembre dal quotidiano economico WirtschaftsWoche.
Secondo quanto riportato, Volkswagen venderà l'impianto a un consorzio formato dallo Stato federale della Bassa Sassonia, dalla stessa Rafael e dal fondo d'investimento bavarese Aurelius Capital. L'operazione s'inserisce nel piano di razionalizzazione del gruppo automobilistico in Germania, guidato dal rallentamento industriale seguito alla perdita del gas naturale russo a basso costo e al danneggiamento del gasdotto Nord Stream nel 2022. Complessivamente, la casa di Wolfsburg prevede la chiusura di quattro stabilimenti e il licenziamento di circa 50.000 dipendenti. Olaf Lies, ministro dell'Economia della Bassa Sassonia, ha preso parte alle trattative e annuncerà ufficialmente la nuova partnership.
Le indiscrezioni su un cambio di destinazione d'uso del sito — dal settore automotive alla difesa — erano state anticipate a marzo dal Financial Times. Fonti lette dal quotidiano britannico precisano che lo stabilimento di Osnabrück si occuperà della fabbricazione di componenti meccaniche e motori per missili, escludendo la manipolazione di materiale esplosivo, destinata ad altre strutture.
Sebbene l'intesa preliminare tra Volkswagen e Rafael fosse stata raggiunta già ad aprile, l'operazione ha subito una battuta d'arresto per l'opposizione della Qatar Investment Authority (QIA), fondo sovrano che detiene il 10% delle azioni e il 17% dei diritti di voto in Volkswagen. Il blocco è stato superato grazie all'ingresso diretto nel consorzio di acquisto della Bassa Sassonia e di Aurelius Capital.
Restano tuttavia incertezze sul futuro dei 2.300 lavoratori attualmente impiegati a Osnabrück. Per garantire maggiori tutele occupazionali, Volkswagen intende firmare un protocollo d'intesa (Memorandum of Understanding) con Aurelius Capital.
I sistemi di difesa aerea Iron Dome, Arrow e David's Sling rappresentano un pilastro strategico per la protezione del territorio israeliano dagli attacchi con missili e droni condotti da Hamas a Gaza e dai fronti alleati in Libano, Iran e Yemen.
La riconversione da una catena di montaggio di automobili a una di armamenti riflette la progressiva spinta al riarmo della Germania, stimolata dal contesto geopolitico in Europa orientale e Medio Oriente. Berlino e la NATO hanno confermato il solido sostegno militare all'Ucraina, prospettando un rafforzamento delle difese in vista di possibili escalation con la Russia. Parallelamente, il supporto alla sicurezza d'Israele rimane un cardine della politica estera tedesca: come rivelato di recente da Der Spiegel, nella sola prima metà di quest'anno il governo tedesco ha autorizzato esportazioni di equipaggiamento militare verso Tel Aviv per quasi 930 milioni di dollari.


