La protesta degli agricoltori e la speculazione finanziaria

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La protesta degli agricoltori e la speculazione finanziaria

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di Alessandro Volpi


Le proteste degli agricoltori in gran parte dell’Europa hanno varie motivazioni, diverse da zona a zona, ma una è comune a quasi tutti i contesti. Si tratta della micidiale instabilità dei prezzi dei prodotti agricoli, il cui andamento è sempre più slegato dalle dinamiche produttive e dalle condizioni della domanda e dell’offerta reali, dipendendo invece da dinamiche interamente finanziarie.

La determinazione dei prezzi agricoli avviene in primis nelle grandi Borse merci del pianeta, in particolare in quelle di Chicago, di Parigi, di Londra e di Mumbai, che non sono istituzioni “pubbliche”, bensì realtà private i cui principali azionisti sono costituiti dai più grandi fondi finanziari globali. A questo dato se ne aggiunge un altro, fondamentale.

Soprattutto nelle Borse di Chicago, di Londra e di Parigi la stragrande maggioranza degli operatori non è costituita da produttori e compratori reali, quelli cioè che producono realmente il grano e quelli che lo comprano realmente, ma da grandi fondi finanziari e da fondi specializzati nel settore agricolo che, senza aver alcun contratto di compravendita dei beni, scommettono sull'andamento dei prezzi. E sono proprio soprattutto le scommesse a determinare i prezzi reali. Come detto, nelle Borse, a fronte di tanti fondi finanziari, ci sono pochi produttori. Ma i produttori chi sono? Nel caso dei cereali, si tratta di quattro grandi società: Archer-Daniels Midland, Bunge, Cargill e Dreyfus. Le prime due in particolare sono possedute dai grandi fondi, Vanguard, Black Rock e State Street: i medesimi operatori finanziari nelle Borse merci di Parigi, Londra e Chicago.

Del resto, i fondi hanno in mano anche il complesso del settore alimentare. Tra le prime dieci società per fatturato troviamo Associated British Foods (di cui Berkshire possiede il 9,2%, Vanguard l’8,5, Black Rock il 7 e State Street il 4), Kellogg’s, (che è nelle mani di Vanguard per il 9%, di Black Rock per il 9 e di State Street per il 3,8), Mondelez (di cui Vanguard detiene il 9,1%, Black Rock il 7,3 e State Street il 4,4), Pepsico (che è posseduta da Vanguard per il 9,3, da Black Rock per il 7,8 e da State Street per il 4,2%). L'agricoltura è stata sottratta ai lavoratori.



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