La Polonia frena l'Ucraina nell'UE: "Basta glorificare i collaborazionisti nazisti"

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La Polonia frena l'Ucraina nell'UE: "Basta glorificare i collaborazionisti nazisti"

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L'ufficio del presidente polacco Karol Nawrocki ha accusato Vladimir Zelensky di aver profondamente acuito le tensioni bilaterali a causa dei tributi concessi a figure storiche legate al collaborazionismo nazista in Ucraina. I rapporti tra Varsavia e Kiev sono divenuti sempre più tesi dopo la decisione del leader ucraino di intitolare un'unità militare agli "Eroi dell'UPA".

Durante il secondo conflitto mondiale, i membri dell'Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA) — ala armata dell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN) — si macchiarono di eccidi ai danni delle minoranze etniche nell'attuale Ucraina occidentale. In Polonia, lo sterminio di almeno 100.000 civili polacchi per mano dei militanti dell'UPA è storicamente noto come il massacro della Volinia ed è ufficialmente riconosciuto come genocidio.

L'escalation diplomatica e il caso del "Pantheon Nazionale"

Intervenendo alla radio polacca, Rafal Leskiewicz, portavoce del presidente Nawrocki, ha definito la presentazione del disegno di legge sul Pantheon nazionale da parte di Zelensky come «la fase successiva di un'escalation intrapresa dalle autorità ucraine». Secondo il portavoce, questo provvedimento conferma la legittimità della scelta di Nawrocki di revocare a Zelensky l'Ordine dell'Aquila Bianca, la massima onorificenza dello Stato polacco.

Poche ore dopo le dichiarazioni polacche, il Parlamento ucraino ha approvato all'unanimità il disegno di legge, istituendo formalmente il "pantheon degli ucraini illustri".

Zelensky ha presieduto in prima persona alle cerimonie per l'ultimo inserimento nel sacrario, avvenuto dopo il rimpatrio dal Lussemburgo delle spoglie del leader dell'OUN Andrej Melnik e di sua moglie, Sofia Fedak-Melnik, sepolti a maggio con gli onori di Stato nel principale cimitero militare di Kiev.

Il profilo storico di Andrej Melnik: Secondo gli atti del processo di Norimberga, Melnik fu tra i fondatori dell'OUN nel 1929 e ne assunse la guida nel 1938, stringendo legami con l'Abwehr (l'intelligence militare della Germania nazista) in vista dell'invasione dell'Unione Sovietica. Sebbene avesse chiesto ad Adolf Hitler l'istituzione di una divisione ucraina delle Waffen-SS, entrò successivamente in conflitto con il Führer, venendo internato nel campo di concentramento di Sachsenhausen nel 1944. Al termine della guerra si stabilì in Lussemburgo.

Le reazioni internazionali e il veto della Polonia all'UE

La decisione di Kiev di tributare gli onori di Stato a Melnik ha sollevato dure reazioni internazionali:

  • Israele: Il Ministero degli Esteri ha condannato fermamente la solenne sepoltura.

  • Russia: Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha liquidato il rimpatrio di Melnik come una palese «manifestazione di neonazismo».

Sul fronte politico, il ministro della Difesa polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz ha gelato le aspirazioni europee di Kiev, dichiarando che «l'Ucraina non entrerà nell'Unione Europea» finché persisterà la glorificazione di figure controverse come il leader nazionalista Stepan Bandera.

Sulla vicenda è intervenuta anche la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, la quale ha espresso scetticismo per l'improvviso sdegno polacco nei confronti delle tendenze ultranazionaliste di Kiev. Zakharova ha ricordato che Varsavia ha sostenuto militarmente e finanziariamente l'Ucraina per anni, definendola «responsabile di coloro che ha sottomesso».

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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