La peggior multinazionale dell'anno: i pretendi al titolo

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La peggior multinazionale dell'anno: i pretendi al titolo

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«Ogni anno chiediamo di scegliere la peggiore multinazionale e cerchiamo di organizzare grandi mobilitazioni e pressioni affinché quella multinazionale modifichi le proprie pratiche». Lo ha dichiarato Patti Lynn, managing director di 
Corporate Accountability International (CAI), che ha lanciato l’edizione 2014 della Corporate Hall of Shame, la classifica delle peggiori multinazionali al mondo, quelle le cui scelte e azioni devastano l’ambiente e mettono a rischio la salute collettiva. “Queste multinazionali mettono in pericolo la democrazia e hanno in comune il fatto di essere state inserite nella classifica della vergogna”.  Lo riporta il cambiamento.it
 
A giocarsi il primo premio saranno sicuramente Monsanto, cui si deve la produzione e la commercializzazione massiva di pesticidi e ogm che stanno mettendo fuori gioco i piccoli agricoltori; Bayer, dai cui stabilimenti escono, tra l'altro, i neonicotinoidi che stanno sterminando le api; la General Motors, che, per esempio, ha atteso decenni prima di richiamare oltre 2,6 milioni di veicoli malgrado almeno 13 morti conseguenza di un difetto di produzione; Philip Morris (che il premier Matteo Renzi ha invece appena ringraziato per l’apertura di uno stabilimento in Italia, inchinandosi alla magnificenza del soldo a prescindere); Veolia, con il suo corredo di inceneritori. A chi andrà la vergogna di essere il peggiore? Si domanda in conclusione la redazione del cambiamento.it

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