La pietra tombale sulla democrazia italiana | Andrea Zhok (VIDEO)
di Giulia Bertotto
In questa puntata di "Preferivo Scrivere" Giulia Bertotto intervista Andrea Zhok, professore di Filosofia morale all’Università degli Studi di Milano, saggista, interprete illuminante di questa epoca sciagurata e surreale che ha raggiunto un livello di complessità politica, cognitiva e mediatica spiazzante.
Con la Legge Elettorale in vista gli ostacoli posti ai partiti extraparlamentari per candidarsi diventano una farsa; la questione non riguarda solo l’agibilità democratica, come se non fosse già grave, ma significa guerra. Quella guerra che oggi sembra l’unico punto fermo di questo caos geopolitico, sociale e morale. Il relativismo morale oggi si traduce in immobilismo politico.
Secondo Zhok l’unica rivoluzione realistica in questo momento storico in cui imperialismo e neoliberismo hanno il monopolio schiacciante dei media, l’opinione pubblica è profondamente depoliticizzata, la scuola è aziendalizzata e la guerra l’unico futuro che ci viene proposto dalle classi dirigenti, è la “rivoluzione policentrica”.
Gli abbiamo domandato cosa intende. Tra gli argomenti toccati anche il Referendum sulla neutralità in Svizzera, che chiamerà i cittadini elvetici al voto il prossimo 27 settembre. Dulcis in fundo, una "rispolverata" ai filosofi che Zhok ha scelto per i suoi corsi del nuovo anno accademico: Marx e Nietzsche. Marx è uno dei filosofi più “politici” che ricordiamo (e scimmiottiamo), Nietzsche il più antipolitico e anche ostile al socialismo, che secondo lui livella gli individui contravvenendo alla gerarchia ontologica della natura e della volontà di potenza. E allora, siamo una società Nietzschiana ma senza poesia e solennità, e a grado zero di marxismo?
BUONA VISIONE:


