La guerra generazionale

Non il debito, ma la mancanza di investimento, la principale responsabilità verso i giovani

2075
La guerra generazionale

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

L'economista americano Paul Krugman constata in Cheating Our Children un cambiamento di approccio di coloro che definisce i “brontoloni” (scold) del debito. Rispetto alle stime ed i dati economici che hanno smentito le loro previsioni dell'imminenza di una crisi finanziaria – con i tassi d'interesse che rimangono vicini allo zero, il deficit in diminuzione ed il debito stabile nelle previsioni a 10 anni - costoro hanno dovuto cambiare argomento per chiedere l'immediata diminuzione delle spese governative governative ed i tagli ai programmi di Welfare State come Social Security e Medicare. Dopo che Obama ed incredibilmente anche il loro principale punto di riferimento politico, lo speaker della Camera John Boehner, hanno escluso l'imminenza di una crisi finanziaria dettata dal debito, il nuovo leit motiv sui giornali americani è divenuta la responsabilità verso le nuove generazioni. Il deficit è così diventata una questione morale.
 Il problema, sostiene Krugman, è che anche questa tesi della “guerra generazionale” è altrettanto sbagliata dal punto di vista economico. E' vero che si sta rubando il futuro delle giovani generazioni, ma il debito non c'entra niente. Si tratta di un grande errore che si basa su un fraintendimento della relazione tra debito ed economia: al contrario di quanto si legge quasi unanimemente sui media, il debito non rende necessariamente un paese più povero, ma è semplicemente il denaro che anzi permette nuovi investimenti, sviluppo e la creazione di nuova occupazione. Diviene insostenibile e premessa di una crisi quando i nuovi prestiti richiedono tassi sempre maggiori, i nuovi fondi pubblici rimpiazzano gli investimenti privati e si riduce la capacità futura produttiva del paese.  Ma la situazione degli Stati Uniti attuali è diversa: i deficit commerciali stanno diminuendo, non aumentando, gli investimenti non solo stanno aumentando, ma, data l'immensa liquidità a disposizione dei capitalisti, vi è una grave sottoproduzione, gli investimenti  potrebbero cioè aumentare ancora di più con una domanda interna maggiore. 
E proprio qui, rimarca Krugman, che va riscontrata la grave responsabilità della società attuale verso le giovani generazioni. L'America ha bisogno di infrastrutture migliori - l'ultimo rapporto rilasciato dalla American Society of Civil Engineers è incredibile per quanto depressiva – ma nuovi il tasso di investimenti pubblici sono crollati. Avendo tagliato migliaia di insegnanti e le borse di studio per rendere accessibile l'università alle famiglie meno abbienti, il paese sta negando una formazione di qualità ai giovani. Con le migliaia di capitali umani non impiegati per l'alta disoccupazione giovanile, infine, gli Stati Uniti stanno depredando il futuro delle giovani generazioni.
Le lacrime di coccodrillo dei “brontoloni” del debito, che dimenticano il basso tasso di prestito del governo, è il peggior nemico oggi per i giovani, eliminando il supporto necessario per la creazione di nuovo lavoro attraverso investimenti pubblici. La politica fiscale è una questione morale e, conclude Krugman, “dovremo vergognarsi per quello che stiamo facendo alle nuove generazioni per le prospettive economiche: il nostro peccato è investir troppo poco, non prestare troppo”.

Per un approfondimento si consiglia la lettura di:

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti