La crisi siriana minaccia il Medio Oriente

Le violenze in corso in Siria stanno minando il sistema regionale mediorientale

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La crisi siriana minaccia il Medio Oriente

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In Why Syria turmoil threatens Middle East, Fareed Zakaria torna ad occuparsi della crisi siriana e delle conseguenze nefaste che potrebbe produrre per l’intera regione.
Mentre la Siria continua a sprofondare nella guerra civile, ci dice Zakaria, la tragedia umanitaria è sotto gli occhi di tutti con 20mila morti, 250mila rifugiati al di fuori del paese e oltre un milione di sfollati
Al momento, ammette l’autore, non sembra esserci alcuna soluzione immediata e questo inizia a preoccupare sempre di più i Paesi vicini. La crisi, infatti, minaccia di non rimanere circoscritta ai confini siriani. Questo perché, ci spiega Zakaria, la Siria è un società multi - confessionale con identità plurime condivise tra gruppi residenti in più Paesi confinanti. Il risultato è che le tensioni settarie che vengono scatenate valicano i confini nazionali.
A sostegno della sua tesi, Zakaria riporta un articolo del New York Times pubblicato la scorsa settimana nel quale si esaminava il caso curdo. La comunità curda che abita la Siria, ma anche la Turchia, l’Iraq e l’Iran, potrebbe cercare di trarre vantaggio dall’instabilità dovuta al perdurare degli scontri tra regime e ribelli per coronare il sogno di uno Stato Curdo. Queste tendenze separatiste causano non pochi problemi, soprattutto in chiave di sicurezza interna, agli Stati nazionali che ospitano queste comunità. 
Tutto questo ha delle profonde ripercussioni su tutto il sistema regionale, afferma l’Editor del Time.  Gli Stati del Medio Oriente hanno confini molto artificiali creati alla fine della prima guerra mondiale da inglesi e francesi. Nella maggior parte dei casi le frontiere non  ricalcano i confini naturali  e  raramente accolgono al loro interno un solo gruppo dominante. Il più delle volte, infatti, sono presenti più gruppi distinti che pongono l’identità confessionale al di sopra di quella nazionale.
Le violenze in corso in Siria stanno minando questo sistema regionale. Questa considerazione potrebbe condurre alcuni Governi ad abbandonare la retorica che fa della la guerra civile in Siria una “questione interna” e riconoscere che la situazione potrebbe compromettere l'intero sistema del Medio Oriente. Solo se i Paesi vicini riconosceranno questo pericolo, Arabia Saudita e Egitto, da un lato, e l'Iran dall'altro cercheranno di trovare il modo di arginare la violenza.  
Qualsiasi progresso verso un nuovo ordine politico sarebbe però inutile se Assad dovesse rimanere Presidente della Siria, ammette Zakaria. Spetta allora agli iraniani fare il primo passo e chiedere ad Assad di cedere il potere.
Purtroppo, interrogato sull’argomento dallo stesso Zakaria, il Presidente Ahmadinejad  è stato molto chiaro a riguardo.

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