Infermieri indiani in arrivo: stiamo creando un "esercito di riserva" sottopagato?

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Infermieri indiani in arrivo: stiamo creando un "esercito di riserva" sottopagato?

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L'incontro tra India e Italia non resterà agli annali della diplomazia nazionale ma forse un risultato potrebbe averlo prodotto: favorire l'arrivo di infermieri dal paese asiatico.
Le nostre obiezioni partono da presupposti antitetici a quelli di forze politiche di destra, se in Italia l'accesso all'università per lustri è stato legato al numero chiuso, se le prove selettive di accesso sono farraginose e complesse dovremmo chiederci alla fine se non abbia senso cambiare strada. E in un paese che annovera forse  le migliori, in assoluto, scuole infermieristiche, ha senso far arrivare dall'estero personale con le medesime qualifiche?
 
O forse, mentre infermieri italiani optano per un lavoro all'estero per i migliori salari, noi stiamo cercando un esercito industriale di riserva da impiegare nelle agenzie interinali e nelle cooperative con salari da fame?
 
I leader di India e Italia annunciano un accordo specifico per favorire l'arrivo di infermieri asiatici dopo una dichiarazione congiunta.
 
Logica suggerirebbe di pagare meglio il personale sanitario, favorire dopo l' università l'ingresso dei giovani ma a muovere le dinamiche occupazionali resta invece la ricerca del salario più basso.
 
Quando si parla di bisogno strutturale del Servizio sanitario nazionale,  dovremmo chiederci cosa stia facendo il Governo per dare risposte reali e credibili e in questa sede non staremo a parlare della elevata professionalità degli infermieri italiani con scuole che prevedono esami e tirocini assai lunghi.

I dati Ocse vengono evocati per giustificare la ricerca di personale sanitario da altre nazioni raccontando che siamo ben al di sotto della media europea nel rapporto tra infermieri e popolazione, sarebbe sufficiente del resto rimuovere tutti i tetti di spesa nella Pubblica amministrazione , e nel Servizio Sanitario Nazionale, per arrivare a numeri adeguati. E la inadeguatezza dei numeri conferma il disimpegno pogressivo dal nostro welfare. Per ogni medico in Italia ci sono a malapena 1,3 infermieri, mentre negli altri Paesi europei il rapporto è molto più equilibrato? Favorite la assunzione di personale sanitario senza i tetti di spesa e poi  valuteremo le effettive carenze.

Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

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