Il mito del merito nella ricchezza

Tutta la disinformazione sulla questione della disuguaglianza sociale

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Il mito del merito nella ricchezza

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Molte persone influenti riescono a condizionare l'opinione pubblica sulla questione della disuguaglianza. E, sostiene Paul Krugman, lo riescono a fare in parte per il famoso aforisma di Upton Sinclair, “È difficile far capire qualcosa ad una persona, quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla”, ed in parte perchè il comprendere che la disuguaglianza rappresenta davvero il problema reale costringerebbe poi a prendere la politica seriamente.
 
Ma c'è anche un altro fatto che, non interamente indipendente dagli altri due, è distinto e deve essere affrontato: molti esperti e politici, prosegue Krugman, vogliono far credere che la povertà deriva dalla disfunzionalità delle famiglie, anche se questa visione vecchia di 30 anni è ormai superata dalla deflazione salariale dei lavoratori.  Vi è un desiderio profondo a credere che i redditi crescenti al vertice  sono il complemento dei problemi sociali asseriti alla fasce più povere. Secondo questa visione, i ricchi sono ricchi perchè hanno fatto la cosa giusta: educazione al college, si sono sposati, hanno evitato figli illegittimi, un buon lavoro etico, etc. Il benessere è quindi il premio della virtù.
 
Il problema con questa visione, prosegue Krugman, è che può funzionare per persone con redditi da 200-300 mila dollari l'anno, ma non funziona  per l'1% della popolazione, o ancora meno per lo 0,1%. Come dimostra il grafico della CBO:
 
Tutte queste visioni sulla disuguaglianza sociale evitano in tutti i modi possibili di parlare dell'1%. Parlano del top, al massimo del 5%, che gli consenste di parlare delle fasce alte includeondo una coppia di avvocati e di dottori insieme agli amministratori delegati o manager di private equity. E questo distrae l'opinione pubblica dalle questioni fondamentali come la gestione della fianza e la corruzione della politica con i grandi ricchi.

Per questo motivo lo slogan di Occupy dell'1% è così geniale. Il numero è ancora minore, ma l'1%, conclude Krugman, è facile da ricordare e piccolo a sufficienza per far comprendere che non stiamo parlando della classe medio alta. Il mito del merito nella ricchezza è tanto distruttivo come quello della povertà ingiusta.

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