Il Metodo Juncker continua a regnare a Bruxelles

Il salvataggio delle banche letto attraverso il metodo di oculata gestione del flusso informativo

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Il Metodo Juncker continua a regnare a Bruxelles

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Nel suo ultimo post sul suo blog Goofynomics, QED 22: il metodo Juncker e il "bail-in", Alberto Bagnai analizza il salvataggio delle banche deciso a livello europeo attraverso il metodo di oculata gestione del flusso informativo che l'ex presidente dell'Eurogruppo aveva spiegato in un'intervista a De Spiegel di qualche anno fa. "Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere che succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno".
Dalle dichiarazioni dell'attuale presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem, che aveva agitato i mercati il 25 marzo scorso annunciando che Cipro sarebbe diventato il modello (template) per la soluzione delle crisi bancarie nell'Eurozona, si è utilizzato lo stesso schema. Il polverone suscitato sui mercati per un taboo che si infrangeva a livello europeo, la sacralità dei depositi bancari, ha portato Bruxelles a smentire immediatamente il ministro olandese. Subito dopo è stato mandato all'avanscoperta il ministro delle finanze tedesco Schaeuble, che dopo aver sostenuto come Cipro fosse un caso isolato, ha spiazzato l'opinione pubblica con dichiarazioni sempre più sfocate fino ad arrivare ad ammettere che questo accordo servisse a evitare danni peggiori, cioè che i depositanti dovessero scegliere fra farsi togliere i soldi, o sopportare le conseguenze catastrofiche di una crisi bancaria.
Dopo essere brevemente entrato in alcune considerazioni tecniche sull'inefficacia di questa misura, la sua iniquità - rischia di colpire soggetti tipicamente avversi al rischio come spesso sono gli acquirenti di obbligazioni bancarie – e gli enormi problemi di moral hazard che crea a vantaggio delle banche, Bagnai sostiene come si tratta per l'ennesima volta di un metodo che comporta l'attivazione di una proposta piuttosto improvvisata in cui mancano dettagli fondamentali - ad esempio, quando entrerà effettivamente in vigore – che disorienta l'opinione pubblica.
L'obiettivo, conclude Bagnai la sua analisi, deve essere quella di smascherare i meccanismi più o meno consapevoli  - nel caso di Juncker la consapevolezza è piena e dichiarata - che governano la rappresentazione dei fatti economici inquinando il processo democratico dei paesi membri. Del resto, la vicenda del bail-in europea è l'applicazione di una strategia comunicativa ovvia e dichiaratamente rivendicata dai vertici europei.

Abbiamo proposto una sintesi dell'analisi di Alberto Bagnai, cui si rimanda e si ringrazia per un approfondimento: 
http://goofynomics.blogspot.it/2013/06/qed-22-il-metodo-juncker-e-il-bail-in.html

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