Il massacro di Kherson

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Il massacro di Kherson

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Ieri le forze armate ucraine hanno lanciato un attacco missilistico sul deposito di nitrato di potassio (fertilizzante) di Novaya Kakhovka, nel distretto di Kherson.
 
A causa del carattere altamente infiammabile del prodotto, l'esplosione è stata catastrofica.
 
Gli edifici circostanti sono stati rasi al suolo nel raggio di trecento metri e danneggiati nel raggio di due chilometri (edifici residenziali, tra cui un ospedale). Il numero dei morti (tutti civili) è imprecisato, visto che si è appena iniziato a scavare sotto le macerie.
 
Siccome non guardo più i telegiornali non ho idea di quale eco riceverà un fatto del genere, se ne avrà.
 
Ad occhio e croce è il più grave attacco esplicitamente diretto su un'area civile nel corso della guerra ad oggi (e ce ne sono stati già molti).
 
Beninteso, il fatto che formalmente la Russia miri sempre ad obiettivi militari non significa affatto che i "danni collaterali" in forma di vite civili siano meno morte per questo, o che i loro cari le piangano di meno.
 
La Russia ha rinunciato oramai a cercare di vincere la battaglia sul piano del soft power mediatico in occidente, in quanto si dà per scontato che le notizie non arriveranno o arriveranno manipolate. SI ritiene che questa come altre notizie relative a bombardamenti ucraini mirati alle popolazioni civili (i bombardamenti su Donetsk sono quasi quotidiani) o non passerà o passerà in modo distorto.
 
Tuttavia, come si vede frequentando qualcuno dei canali russi ancora accessibili, queste notizie circolano eccome in Russia e nell'Ucraina russa, e il livello di odio allo stato puro, di desiderio di vendetta, che viene così suscitato rimane completamente al di fuori dai radar occidentali.
 
E questo doppio registro intorno alle informazioni che arrivano alle rispettive popolazioni, come sempre accade in guerra, è il segreto di tutte le escalation, perché ciascuna parte si percepisce come vittimizzata.
 
Bugie e distorsioni (le nostre come quelle altrui) non sono crimini senza vittime, sono ciò che arma le mani che poi uccideranno.

Andrea Zhok

Andrea Zhok

Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano

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