Il giubileo reale a Londra prima del rigido inverno d'austerità

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Il giubileo reale a Londra prima del rigido inverno d'austerità

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Gideon Rachman in A pageant that offers respite from reality, rubrica del 5 giugno sulle colonne del FT, sostiene come il livello di popolarità della monarchia inglese, registrato durante il giubileo celebrativo dei sessant'anni di regno di Elisabetta II, sia il segno di come questa istituzione rappresenti il punto di riferimento per una nazione che si appresta a vivere momenti difficili dal punto di vista economico. E' incredibile notare, sottolinea Rachman, come negl'ultimi quarant'anni, solo il 18% della popolazione inglese si sia dichiarato a favore dell'introduzione di un regime repubblicano, e, secondo un recentissimo sondaggio Ipsos-Mori, la percentuale sia ulteriormente scesa al 13%. La ragione: in un momento in cui l'economia è in crisi ed il popolo sa che la situazione peggiorerà, in cui i politici europei sono nel panico e non in grado di reagire al momento storico, la monarchia, ed in particolare la figura di Elisabetta II, rappresenta il simbolo di una stabilità inglese radicata, che ha sopravvissuto a molti eventi traumatici nella storia. Quasi mille anni di regime monarchico sono un chiaro segno di continuità. La vita di Elisabetta II è l'emblema di come il paese possa risollevarsi da ogni difficoltà. Salita al trono nel 1952, nel periodo originale dell'”austerità britannica”, quando era ancora in vigore il razionamento del cibo dal dopo guerra, il suo giubileo celebrativo rappresenta un tacito ringraziamento all'Inghilterra che ha sofferto, sopravvissuto e prosperato. 
Due sono le critiche principali che i repubblicani muovono al regime monarchico. In primo luogo, questa istituzione rafforza tutto quello che c'è di antiquato ed i vecchi privilegi presenti nel paese: una struttura di classe rigida, istituzioni politiche superate, cerimonie formali.  Ma l'errore è quello di confondere l'apparenza del potere con la sostanza. Il ceto sociale è un vecchio e complesso problema per il paese, ma tutti quelli che vogliono cambiare la struttura societaria del paese dovrebbero pensare a come riformare la scuola, piuttosto che eliminare la monarchia. Il supporto per questa istituzione è più forte tra le classi lavoratrici che tra quelle più agiate, perché i poveri sanno che i loro problemi non dipendono dalla regina. In secondo luogo, i repubblicani sostengono che la monarchia mina il sistema democratico: la regina nomina il primo ministro, nessuna legge può essere introdotta senza il suo assenso e gli inglesi di fatto sono soggetti alla corona, non cittadini. Ma tutto questo, secondo Rachman, vuol dire nuovamente confondere la forma con la sostanza: nella realtà tutti gli inglesi sono cittadini con i propri diritti garantiti, tali per cui nessuno può essere gettato dalla Torre di Londra per potere regio. 
Per la quasi totalità del popolo inglese, la monarchia rimane un'istituzione da salvaguardare. Insieme con le Olimpiadi, conclude Rachman, il giubileo per Elisabetta II ha permesso al paese di avere un momento di spensieratezza prima di affrontare un rigido inverno d'austerità economica.

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