I rischi economici del 2012

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I rischi economici del 2012

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Secondo Nouriel Roubini, in The Uptick’s Downside, i dati positivi macroeconomici dagli Usa, la diminuzione di un rischio default disordinato della zona euro e l'enorme liquidità immessa sul mercato dalle banche centrali mondiali hanno determinato un aumento sostenuto nel mercato delle global equities e delle commodities.
Per Roubini, tuttavia, nel 2012 almeno quattro variabili negative rendono probabile un rallentamento della crescita globale e una perdita di fiducia nei mercati finanziari. In primo luogo, la zona euro è in una recessione profonda e la restrizione all'accesso al credito diviene sempre più preoccupante. Nonostante il rischio di un default disordinato sia stato evitato, la Grecia vivrà un anno di sommovimento sociale, instabilità politca e austerità fiscale che porteranno il paese dalla recessione alla depressione.
In secondo luogo, il 2012 sarà per l'Asia un anno di rallentamento dal lato della crescita. Da un lato la Cina subirà il calo delle esportazioni per la crisi della zona euro e la diminuzione del valore del patrimonio immobiliare che si riverserà sui consumi generali. Dall'altro lato, Singapore vedrà risultati negativi per la seconda volta in tre quadimetri dal 2011; il  governo indiano ha previsto una crescita annuale del 6,9% nel 2012, la più bassa dal 2009; e Taiwan è entrata tecnicamente in recessione nell'ultimo trimestre del 2011.
In terzo luogo, mentre i dati Usa sono finora incoraggianti, la stretta fiscale e creditizia prevista per il 2012 ed il 2013, il dollaro forte ed i prezzi petroliferi elevati contribuiranno ad un calo del Pil, una riduzione dei consumi e ad una minor competitività delle esportazioni.
Infine, i rischi geopolitici in Medio Oriente - con l'eventualità di un conflitto israelo-iraniano per la questione nucleare militare, la possibile chiusura dello stretto di Hormutz,  la primavera araba in Egitto, Libia e Yemen che rimane incerta sugli esiti finali ed infine l'incertezza sulla tenuta politica di Bahrein e Arabia Saudita - potrebbero ripercuotersi in un aumento dei prezzi petroliferi e pesare sulla crescita mondiale.
Con così tanti rischi che potrebbero concretizzarsi, il 2012 sarà, per Roubini, un anno di perdita di liquidità nei portafogli degli investitori e l'economia globale non potrà iniziare quella crescita equilibrata tanto attesa.

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