I profitti o la vita umana?

La Corte suprema americana di fronte ad un caso fondamentale per il futuro dei diritti di proprietà

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I profitti o la vita umana?

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La Corte suprema americana è chiamata a dover risolvere un caso che evidenzia una problematica di estrema attualità, i diritti di proprietà intellettuali. La domanda sottoposta alla Corte sembrerebbe dalla risposta scontata: possono i geni umani essere messi sotto patente? Ma, scrive Joseph Stiglitz in Lives versus Profits, un'industria dello Utah, Myriad Genetics, ha dichiarato di possedere i diritti su ogni test riguardanti due geni associati con il cancro ai polmoni. Ed ha utilizzato questo diritto contro la Yale University che poteva fornire questi test ad un costo molto minore. Le conseguenze sono state tragiche, non permettendo la diagnosi corretta a pazienti ad alto rischio. 
Myriad, prosegue Stiglitz nella sua analisi, è un esempio di un'azienda americana per cui i profitti superano tutti gli altri valori, incluso quello della vita umana. Gli economisti studiano i trade-offs ed una parte della teoria sottolinea come i diritti di proprietà intellettuali siano necessari per non indebolire gli incentivi ad innovare. Il problema è che la scoperta di Myriad sarebbe stata fatta in ogni caso, dato che è stata fatta con fondi pubblici volti a decodificare l'intera genoma umano. Il punto è molto semplice: tutta la nuova ricerca si basa su quella precedente ed un sistema designato di patente può inibirlo. Alla base dei maggiori risultati a livello di ricerca non c'è il profitto, ma il perseguimento della conoscenza in se stessa. Questo è stato vero in tutte le maggiori scoperte recenti - DNA, transistor, laser, Internet solo per fare alcuni esempi.
C'è un maggiore riconoscimento, prosegue il Premio Nobel per l'economia, che il sistema di patente non solo abbia imposto costi sociali non dichiarati, ma ha anche fallito di incentivare nuova innovazione: dopo tutto, Myriad non ha inventato le tecnologie da utilizzare per i geni ed, anzi, se queste tecnologie fossero state patentate, la società non avrebbe potuto fare le sue scoperte scoperte. Ma la sua volontà di far rispettare i suoi diritti di proprietà non ha permesso ad altri di sviluppare migliori test accurati per portare avanti le ricerche. 
Gli Stati Uniti e gli altri paesi occidentali stanno premendo per sviluppare ulteriormente i regimi di proprietà intellettuale che limitano l'accesso di paesi poveri alla conoscenza e negano loro farmaci generici che potrebbero salvare la vita a centinaia di milioni di persone che non possono permettersi i prezzi monopolistici di queste compagnie. La questione è di estrema attualità all'interno del World Trade Organization: l'accordo di proprietà TRIPS ha previsto originariamente il concetto di “flessibilità” per i 48 paesi meno sviluppati, dove la media annuale pro capite è minore di 800 dollari. Flessibilità che gli Stati Uniti e l'Europa oggi non vogliono esitare.
Il regime dei diritti di proprietà intellettuale sono delle regole create in teoria per migliorare lo stato sociale, ma si è trasformato in un sistema di inefficienze – dai profitti monopolistici ad un fallimento chiaro di massimizzare l'uso della conoscenza – che impedisce lo sviluppo ulteriore della ricerca. E, il caso di Myriad dimostra, anche perdite di vita evitabili. Il regime di proprietà intellettuale degli Stati Uniti – e quello che gli Usa ha aiutato a creare attraverso gli accordi TRIPS – non è bilanciato e, conclude Stiglitz, la speranza è che la Corte Suprema americana indichi una nuova via.

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