"Giù le mani dall'Ucraina". Il messaggio di Sapir a Bruxelles

Il futuro economico naturale dell'Ucraina è nell'Unione doganale eurasiatica

1706
"Giù le mani dall'Ucraina". Il messaggio di Sapir a Bruxelles

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Nel suo ultimo post sul suo blog Russeurope, l'economista francese Jacques Sapir ha commentato le manifestazioni in Ucraina che rischiano di divenire vere e proprie insubordinazioni politiche. Per quanto numerosi, premette Sapir, i protestanti non rappresentano che una parte dell'Ucraina. Le elezioni presidenziali del 2010, vinte da Victor Yanukovich, conferma una divisione del paese in tre parti e la maggioranza della popolazione non sostiene la richiesta europeistica.
 
Gli interessi economici dell'Ucraina, del resto, sono molto più vicini all'Unione doganale eurasiatica (con Russia, Bielorussia e Kazakistan) che verso l'Ue. Il commercio estero con la Russia è in aumento – nel 2004 le esportazioni complessive con la Russia erano il 14 % ed oggi sono ormai oltre il 22 %, con un incremento del 58%. Incrementi similari anche con Bielorussia e Kazakhstan, come prova del successo dell'Unione doganale, che è ben lungi dall'aver raggiunto tutto il suo potenziale.
 
Con l'Unione europea, prosegue l'economista francese, in stagnazione e con la domanda interna che si contrae nella maggior parte dei paesi, è chiaro che il più importante potenziale di sviluppo si trova dalla parte dell'Unione doganale. Se l'Ucraina decidesse di firmare un accordo con l'UE che esclude le relazioni economiche con la Russia, l'UE dovrebbe compensare con un flusso di trasferimento di 15-20 miliardi all'anno e chiaramente Bruxelles non può permetterselo. Naturalmente, i saldi commerciali dei paesi dell'Unione doganale sono negativi nei confronti della Russia.  
 
La firma dell'Unione doganale rappresenterebbe un significativo passo avanti nelle relazioni commerciali, e potrebbe alla fine - e data la complementarietà esistente tra l'industria russa ed ucraina - consentire all'Ucraina di riequilibrare la sua bilancia commerciale. I manifestanti di Kiev, prosegue Sapir, non rappresentano né la maggioranza della popolazione ucraina né gli interessi di questa popolazione. Se dovessero dimenticarsi di questo particolare, allora dovrebbero prepararsi a un futuro di grande delusione. Per quanto riguarda i tecnocrati di Bruxelles e gli europeisti, l'economista francese intima di “mettere giù le mani" dall'Ucraina e di non cercare di provocare una guerra civile dalle conseguenze incalcolabili per difendere gli interessi economici particolari.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti