"Ferma solidarietà al popolo venezuelano": telefonata Lavrov-Delcy Rodriguez

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"Ferma solidarietà al popolo venezuelano": telefonata Lavrov-Delcy Rodriguez

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Un fermo appoggio a Caracas e la condanna per quella che viene bollata come una "gravissima aggressione militare". È quanto emerge dalla conversazione telefonica intercorsa tra il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, e la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez, a seguito dell'attacco aereo condotto dagli Stati Uniti contro obiettivi nella capitale venezuelana e negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Secondo un comunicato del ministero degli Esteri di Mosca, Lavrov ha espresso "ferma solidarietà con il popolo venezolano di fronte all'aggressione armata", ribadendo che "la Russia continuerà a sostenere la politica del governo bolivariano volta a proteggere gli interessi nazionali e la sovranità del paese".

Il colloquio ha visto entrambe le parti esprimere sostegno per "impedire un'ulteriore escalation e trovare una soluzione alla situazione attraverso il dialogo". Mosca e Caracas hanno inoltre confermato il loro "mutuo impegno a continuare a rafforzare la partnership strategica integrale tra Russia e Venezuela". Una presa di posizione netta che si inserisce nel solco delle forti tensioni che stanno scuotendo il Venezuela.

Il governo bolivariano ha reagito con durezza all'operazione militare statunitense, descritta come un atto che "costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite". In un comunicato ufficiale, Caracas ha accusato Washington di volersi "impadronire delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, cercando di spezzare con la forza l'indipendenza politica della Nazione". Il testo prosegue con una netta chiusura a qualsiasi cedimento: "Non ci riusciranno. Dopo più di duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo rimangono saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino".

Per far fronte alla crisi, Caracas ha dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale, con l'obiettivo dichiarato di "proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e passare immediatamente alla lotta armata". "Tutto il paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista".

Parallelamente, il Venezuela ha annunciato che ricorrerà al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario Generale dell'ONU, alla Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) e al Movimento dei Paesi Non Allineati (MNOAL) per esigere "la condanna e la resa dei conti del governo statunitense". La mossa arriva dopo le dichiarazioni del presidente USA Donald Trump, il quale ha affermato che gli Stati Uniti hanno condotto con successo un "attacco su larga scala" contro il Venezuela, aggiungendo che il presidente Maduro e sua moglie sono stati "catturati e portati fuori dal territorio dello Stato".

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