Escalation ucraina: raid di droni contro petroliere nel Mar Nero

Colpiti almeno quattro navi in attesa di caricare greggio kazako presso il terminale del Caspian Pipeline Consortium. Mosca avverte: "Intensificheremo gli attacchi sui porti ucraini e valuteremo ritorsioni contro i paesi alleati"

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Un attacco con droni è stato registrato al largo della costa di Novorossijsk, prendendo di mira petroliere in attesa di caricare petrolio dal Kazakistan attraverso il terminale del Consorzio dell'Oleodotto del Caspio (CPC). Come riporta Reuters, droni hanno colpito simultaneamente quattro navi greche nella zona di rada.

Le petroliere coinvolte sono Delta Harmony, Freud, Delta Supreme e Matilda. A bordo del Delta Harmony si è sviluppato un incendio in seguito all'attacco, ma l'unità non ha subito danni gravi e le fiamme sono state rapidamente domate. Le altre navi hanno riportato danni di varia entità, sebbene secondo le valutazioni preliminari non si siano verificate violazioni strutturali critiche e tutte abbiano mantenuto la galleggiabilità.

Bloomberg e RIA Novosti confermano l'attacco a due delle unità, il Delta Harmony e il Matilda, in attesa del proprio turno per il carico di greggio kazako nella zona di ancoraggio prossima al terminale. Secondo l'agenzia russa, i danni hanno interessato le attrezzature di carico a seguito dell'azione di droni ucraini. Le due petroliere sono state noleggiati dai consorzi Tengizchevroil (TCO) e Karachaganak Petroleum Operating (KPO).

La compagnia kazaka KazMunayGas ha confermato l'attacco al Matilda nelle vicinanze di un'installazione del CPC, precisando che il drone ha provocato un'esplosione senza un successivo incendio e che non si registrano feriti tra l'equipaggio. Una valutazione iniziale indica che la nave rimane pienamente navigabile e senza danni strutturali gravi. La sua operazione di carico presso il terminale era programmata per il 18 gennaio.

L'episodio si inserisce in una serie di azioni simili. Alla fine di novembre, le petroliere Kairos e Virat, battenti bandiera del Gambia e dirette verso il porto russo di Novorossijsk, furono attaccate con imbarcazioni marine senza equipaggio ucraine. Successivamente, nel medesimo porto, un attacco con mezzi simili compromise temporaneamente il dispositivo di ormeggio remoto VPU-2 del CPC, che serve aziende del settore energetico russe, kazake, statunitensi e di diversi paesi dell'Europa occidentale. All'inizio di dicembre, le autorità marittime turche hanno riferito di un altro attacco, questa volta contro una cisterna carica di olio di girasole partita dalla Russia verso la Georgia, avvenuto a poco più di 100 chilometri dalle coste turche.

La reazione di Mosca: minacce di rappresaglie

Il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito che se il regime di Kiev continuerà con tali attacchi, Mosca potrebbe adottare "misure di risposta" contro navi di paesi che assistono l'Ucraina, promettendo nel contempo che le Forze Armate russe intensificheranno gli attacchi contro i porti ucraini e le imbarcazioni che vi fanno ingresso. "Quello che stanno facendo ora le Forze Armate ucraine è pirateria. Quali misure di risposta si possono prendere? In primo luogo, amplieremo la gamma dei nostri attacchi contro porti, installazioni e contro le navi che entrano nei porti ucraini. Secondo, se questo continua, considereremo la possibilità, non dico che lo faremo, ma considereremo la possibilità di prendere misure di risposta contro le navi dei paesi che aiutano l'Ucraina a portare avanti queste operazioni di pirateria", ha affermato il leader russo.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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