Erdogan imparerà la lezione di Gezi park?

Il futuro della Turchia dopo le proteste di piazza Taksim

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Dopo aver vissuto in prima persona la rivolta di piazza Tahrir al Cairo nel 2011, Thomas Friedman in Postcards from Turkey sottolinea come quella turca di piazza Taksim è molto differente. Non si tratta di un atto di rivoluzione, ma di “ripulsione”: la popolazione turca, spiega il Columnist del New York Times, non sta cercando di abbattere il regime democraticamente eletto del primo ministro Recep Tayyip Erdogan, ma tenta di mandargli un messaggio molto semplice: “Basta giocare con la democrazia e voler costruire un Sultanato moderno”. 
La popolazione turca ha iniziato la loro protesta per proteggere uno spazio pubblico di verde, il Gezi Park, e perché il primo ministro — che ha dominato la politica del paese negli ultimi 11 anni ed ha ancora un grande consenso nella popolazione — ha represso con la violenza il dissenso.
Erdogan ha usato le leggi sulle tasse ed altri mezzi per intimidire la stampa e l'opposizione al silenzio: emblematico il fatto che la CNN turca non ha coperto all'inizio le proteste. E questo ha portato i giovani turchi ad usare Twitter ed i nuovi mezzi di comunicazione di massa, trasformando Gezi Park e piazza Taksim come il loro Parlamento e la nuova forma di opposizione. Nel farlo, hanno mandato un messaggio a Erdogan: nel mondo piatto di oggi, prosegue Friedman nella sua analisi, i leader sono in comunicazione diretta con i loro cittadini ed il primo ministro turco ha appreso questa lezione nel modo più traumatico possibile: il 7 giugno ha dichiarato che coloro che cercano di “darci lezioni” sulla rivolta di Taksim “si ricordino di quelle di Wall Street”. Ma non è l'atteggiamento giusto per affrontare la protesta. Tre cittadini turchi che vivono in America hanno risposto agli eventi di Istanbul iniziando a finanziare la campagna Indiegogo.com, che secondo Forbes, ha ricevuto una donazione da oltre 50 paesi, raggiungendo l'obiettivo di 53,800 dollari in meno di un giorno.
L'arroganza di Erdogn ed i suoi impulsi autocratici sanno danneggiando indubbi successi di leadership: il suo partito islamista ha migliorato profondamente il tessuto sociale della società turca dal lato della sanità, del reddito procapite ed ha allontanato l'esercito dalla politica. Ma le leggi restrittive sulla vendita degli alcolici, aborto e su quello che vedere: secondo un sondaggio del Turkish daily Zaman di lunedì il “ il 54.4% dei turchi pensa che il governo stia interferendo con il loro stile di vita”. 
Tra le varie interviste che Friedman riporta di persone incontra a piazza Taksim colpisce in particolare le dichiarazioni di Seidman: “Ogni leader che vuole condurre una nazione comandando sulle persone deve ripensarci. In questa era il solo modo di governare effettivamente è generando un consenso attraverso la popolazione, perché devi essere connesso costantemente in un modo che devi guadagnare fiducia in una visione condivisa”. Erdogan imparerà da queste lezioni? La stabilità di breve periodo del paese sarà la risposta.

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