Dai parapendii a Greta Thunberg

6929
Dai parapendii a Greta Thunberg

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Pasquale Liguori

C’è stato un tempo in cui i parapendii fecero tremare l’ordine del mondo. Era il 7 ottobre, e da quel cielo bucato dai corpi di gruppi di combattenti palestinesi precipitava la verità che nessuno in Occidente voleva vedere: un popolo che resiste. Un popolo che - dopo decenni interminabili di massacri, assedi, furti, devastazioni e umiliazioni - decide di infrangere il recinto dell’inerzia, anche a costo del sangue. Fu un gesto tragico, ma storico: un atto di rottura, di insubordinazione radicale contro l’ordine coloniale più impunito del pianeta.

E oggi? Due anni dopo, quel cielo sembra essere diventato un palcoscenico da talk show. Siamo passati dal parapendio dei miliziani alle tournée, da un gesto di liberazione alla passerella di Greta Thunberg con la kefiah: si potrebbe dire la metamorfosi di una tragedia in performance. L’eroismo della resistenza sostituito dalla posa di un’icona mediatica che raccoglie applausi, microfoni e titoli di giornale. Gaza, ancora una volta decontestualizzata, bonificata e restituita al parametro rassicurante della coscienza occidentale: compassionevole, ipocrita, innocente.

Tantissimi che hanno lasciato scorrere il genocidio come un notiziario di routine, sventolano adesso bandiere, espongono striscioni, si agitano pontificando sui social. Non rischiano nulla. Perlopiù restano in attesa - passiva, se non addirittura fiduciosa - dell’esito dei mirabili piani di pax imperial-trumpiana. Il disimpegno è l’emozione a tempo determinato, la terapia di gruppo per anime liberal che vogliono sentirsi dalla parte giusta.

Il problema non è Greta Thunberg in sé - nemmeno è il caso di confrontarsi con le volgarità che si leggono sulla sua condizione fisica - ma ciò che rappresenta: l’appropriazione occidentale della tragedia altrui, la riduzione della resistenza a linguaggio emotivo e compatibile con l’audience. La trasformazione della lotta di un popolo colonizzato in prodotto comunicativo globale, gestito da influencer, esperti e opinionisti autoproclamati che fluttuano nel vuoto politico della loro stessa notorietà e dell’isteria che essa genera. La Palestina, così, torna a essere ciò che l’Occidente ama di più: un’icona di cui parlare, non un popolo da sostenere nella sua lotta per l’autodeterminazione.

Siamo di fronte a una regressione profonda: la resistenza che viene rimpiazzata dal racconto della resistenza; il coraggio, dal consenso; la lotta, dai follower.

Il parapendio dei miliziani fu una ferita nel cielo della complicità globale. Greta Thunberg, oggi, è il cerotto ecologico che la ricopre. La Palestina può ritornare così nel ruolo da sempre assegnatole: vittima eterna, mai soggetto politico.

 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

Il futuro del gasdotto russo "Power of Siberia 2" di Marinella Mondaini Il futuro del gasdotto russo "Power of Siberia 2"

Il futuro del gasdotto russo "Power of Siberia 2"

La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze di Giuseppe Giannini La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze

La ricchezza, la patrimoniale, e le diseguaglianze

Remigrazione e traditori della patria di Antonio Di Siena Remigrazione e traditori della patria

Remigrazione e traditori della patria

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti