Covid, quando torneremo alla normalità?

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In tempi segnati dalla recrudescenza della pandemia con i nuovi contagi che aumentano e il governo che annuncia ulteriori nuove restrizioni alle libertà personali tanti italiani si chiedono quando sarà possibile ritornare alla normalità. 

Un ritorno alla normalità che al momento appare possibile solo vaccinando la popolazione. Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute ha provato a fare una stima. «Abbiamo recentemente messo a punto insieme all'Istituto superiore di sanità (Iss) e la Fondazione Bruno Kessler un modello matematico per cercare di capire, se noi vacciniamo a un certo ritmo, quando riusciremo a tornare a una 'pseudo normalità' nello stile di vita" dice durante l'audizione informale in Commissione Igiene e Sanità del Senato sul tema dei vaccini anti-Covid secndo quanto riportato da Adnkronos. 

«Ebbene, se ipotizziamo ci sia protezione dall'infezione e non solo dalla malattia», grazie ai vaccini, «se assumiamo una durata dell'immunità di 2 anni e nessun rilassamento per ora delle misure di distanziamento, vaccinando circa 240mila persone al giorno riusciamo nel giro di 7-13 mesi probabilmente a tornare a uno stile di vita pre-pandemico, che ci permetta di riaprire buona parte delle attività».

«E 'chiaro che questo deve essere condizionato - spiega Rezza - dal fatto che riusciamo a stabilire un numero quotidiano di vaccinazioni elevato e mantenere in questo momento una fase di contenimento e mitigazione dell'epidemia e quindi ottenere il risultato nel giro di un certo periodo di tempo. Oggi i vaccini stanno aumentando, non disperiamo di averne altri nel giro di pochi mesi. Il numero di dosi disponibili aumenterà certamente nella seconda metà del trimestre 2021 e dovremmo essere molto attivi e ben organizzati per dare un'accelerazione alla campagna, perché le dosi saranno molte di più rispetto al primo trimestre».

«Quello di cui c'è bisogno è un'accelerazione fortissima della campagna vaccinale. Se riuscissimo a fare 300-350mila vaccinazioni al giorno potremmo vaccinare tante persone entro breve tempo. Dobbiamo dare anche delle speranze alle persone non solo chiedere sacrifici».

«Se facessimo solo contenimento - ha avvertito - non daremmo speranza ai cittadini e se vaccinassimo senza contenere non riusciremmo probabilmente a portare a termine la campagna vaccinale con successo». 

Per il dirigente del ministero della Salute bisogna contenere le varianti pericolose e mitigare l'epidemia per proteggere la campagna di vaccinazione. «Facciamo lo sforzo adesso - ha concluso Rezza - poi fra 3-4-7 mesi ne avremo conseguenze positive».

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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