Cosa fare adesso a Cipro?

Reintroducendo la propria moneta, l'economia di Cipro può fare meglio dell'Islanda

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In Cyprus: The Sum of All FUBAR, post per il suo blog del New York Times The conscience of a liberal, Paul Krugman spiega come la situazione economica a Nicosia è chiara e poco rassicurante. 
Sembra, sottolinea l'economista americano, come se Nicosia sia riuscita a combinare in un solo colpo tre pericolosi fattori potenzialmente devastanti. In primo luogo, il collasso finanziario: Cipro ha un immenso sistema bancario — 8 volte circa il Pil — basato su un modello volto ad attirare gli investimenti esteri, con alti tassi d'interesse e buone opportunità fiscali. Questo modello di attrazione degli investimenti esteri ha funzionato fino a quando le banche cipriote non hanno iniziato ad investire in Grecia ed alimentato la bolla speculativa immobiliare interna. Bolle speculative immobiliari di portata spagnola o irlandese - non ancora sgonfiata del tutto con ulteriori gravi perdite all'orizzonte - con la crisi finanziaria conduce una sopravvalutazione di prezzi e costi, che a Cipro sono cresciuti più che in ogni altro paese dell'euro zona.
Cosa fare adesso?, si chiede Krugman. Prima di tutto le banche cipriote non possono onorare i loro debiti, che sfortunatamente eccedono di gran lunga la loro liquidità. Un default tecnico è inevitabile. L'Europa non ha voluto una soluzione del problema bancario nel programma d'aiuto proposto, volto a tutelare i piccoli depositi dei risparmiatori, ma uno schema cervellotico di tassazione che ha portato il Parlamento di Nicosia a bocciare l'intero piano. Allo stesso tempo, il governo cipriota ha ancora l'illusione che il suo modello bancario possa ancora sopravvivere ed ha voluto limitare le sanzioni contro i suoi grandi depositi. 
Anche se il Parlamento di Nicosia avesse approvato il piano, non si sarebbero risolti i problemi di lungo periodo di Cipro, bolla speculativa immobiliare e competitività, ed il salvataggio europeo restava molto fragile. Reintroducendo la propria moneta, al contrario, Cipro può fare meglio dell'Islanda e riprendersi dal fallimento grazie al turismo. Ma un paese ancora diviso al proprio interno potrebbe non avere la capacità di affrontare coeso la crisi.

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