Cosa accade se l'Inghilterra lascia l'UE?

Londra e Bruxelles perderebbero entrambi da una separazione.

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La possibilità che la Gran Bretagna possa uscire dall'euro aumentano sempre di più e, secondo Gideon Rachman in Europe would lose if Britain left the Union, le conseguenze potrebbero essere gravi per entrambi. A Bruxelles, i dirigenti europei mostrano un fastidio crescente verso la richiesta di David Cameron di congelamento del budget europeo e molti iniziano a pensare che l'Unione possa funzionare meglio senza l'Inghilterra come membro.
Ulrick Speck del Carnegie Endowment ha scritto recentemente che “senza l'attiva partecipazione dell'Inghilterra, l'Ue può scordarsi i sogni di divenire un attore globale”. Non è poi solo una questione militare, diplomatica o per il fatto che Londra sia uno dei principali contributori del budget europeo; ma l'eventuale separazione dell'Inghilterra altererebbe lo scopo stesso dell'esistenza dell'UE: superare le divisioni che hanno portato i paesi europei a farsi diverse guerre nei secoli. Una separazione sarebbe un pessimo segnale per il futuro: la crisi dell'eurozona ha già portato molti americani ed asiatici a dubitare della credibilità del progetto europeo: se l'Inghilterra -  una delle principali economie e la più antica democrazia in Europa - dovesse scegliere di lasciare l'UE, il progetto potrebbe apparire ancora più in crisi. In Germania, gli euroscettici sono sempre più influenti ed iniziano a sottolineare come Svizzera e Norvegia che hanno scelto di non unirsi all'UE continuano a prosperare e l'uscita dell'Inghilterra, alleata tradizionale della Germania nell'ampliamento del libero mercato, indebolirebbe ulteriormente il fronte nord europeo.  
E poi, si domanda Rachman, le richieste inglesi sono così irragionevoli? Per quel che riguarda la richiesta di congelamento del budget europeo, in un tempo di tagli ed austerità in tutta Europa, sembra ragionevole pensare che anche i fondi europei – molti dei quali inutili –  potrebbero essere bloccati. Fino a poco tempo fa, questa è stata la posizione della Germania. Oltre al budget, l'obiezione principale che viene fatta a Londra è che l'UE rivendichi spazi di sovranità nazionale laddove l'UE ha acquisito la sua competenza legislativa. Ma, sostiene Rachman, un nuovo riequilibrio con Londra -  con l'eliminazione di alcune legislazioni sociali che pesano sul lavoro ed un ulteriore taglio di poteri in aree come educazione, sanità e fondi regionali -  è possibile per impedire di dare ai politici inglesi il pretesto per un referendum di separazione. 
Nei decenni passati, l'idea di eliminare i poteri acquisiti a livello comunitario sarebbe stato bollato come un'eresia. Ma la crisi dell'eurozona ha portato ad un ripensamento globale delle vecchie certezze e per mantenere la moneta unica in vita molti tabù sono stati già infranti: i contribuenti nord europei stanno sostenendo il salvataggio di Grecia ed altri paesi in crisi. La Banca centrale europea sta immettendo una quantità di liquidità che in Germania viene considerata illegale. Tutto questo è stato reso necessario per tenere la Grecia nell'euro. Con alcuni compromessi, meno radicali e meno costosi, conclude Rachman, si può fare lo stesso con l'Inghilterra.

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